SABATO 21 NOVEMBRE: CENA MIGRANTE MAROCCHINA

Sabato 21 novembre i locali del centro sociale Kontatto ospiteranno una serata di autofinanziamento per l'Ambasciata dei diritti falconarese. L'iniziativa avrà inizio alle 19 con un aperitivo al quale seguira una cena dal menù tipico della tradizione culinaria marocchina:

– Thè e dolci marocchini

– Cous cous e pollo alla marocchina

– Dolce alla cannella

La serata è organizzata in collaborazione con l'associazione "Il Futuro" (Unione Immmigrati Nordafrica delle Marche) che curerà direttamente la preparazione della cena. La serata continuerà con la performance di Dirty Blues Company (Jesi).

Contro la crescente criminalizzazione dei migranti e della diversità, costruiamo occasioni di socilaità, conoscenza e condivisione di culture. In una Falconara che qualcuno vorrebbe trasformare in un laboratorio del controllo e della politica securitaria, affermiamo ancora una volta che la vera sicurezza è quella dei diritti a TUTT* e per TUTT* e non quella delle ronde, dei lager per migranti, del razzismo legalizzato.


NOI NON ABBIAMO PAURA!

 

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ROMA, 17 OTTOBRE: ORGOGLIO METICCIO!

Un corteo meticcio, un corteo delle diversità sabato 17 ottobre ha attraversato le strade di Roma.
Un corteo giovane, nuovo, sans papier ha reclamato diritti e libertà per le stesse strade in cui da mesi ormai, si avvicendano fatti di una gravità assoluta che riecheggiano periodi storici tristi e tragici, di razzismo e xenofobia.
La piazza era gremita di centinaia di migliaia tra migranti, cittadini e clandestini che fino alla fine hanno rivendicato un permesso di soggiorno per tutti, anche per chi in Italia, italiano non si sente più…
Alla fine, di fronte alla Bocca della Verità, dove si è conclusa la manifestazione, c’era solo un grido: Questa è la nostra sicurezza! La sicurezza dei diritti e la sicurezza della libertà!
Le leggi securitarie, i respingimenti in mare nel Mediterraneo e nei porti dell’ Adriatico, le aggressioni xenofobe, gli attacchi alla libertà sessuale, i Centri di detenzione per migranti, l’aggravante di clandestinità, le ronde istituzionalizzate e non, rappresentano un volto dell’Italia che sabato si è combattuto e che sabato si è voluto respingere.
A pochi mesi dall’approvazione dell’ultimo tassello delle norme sulla sicurezza, della criminalizzazione dell’esistenza in quanto tale, con l’introduzione del reato di “ingresso e soggiorno irregolare”, c’è stata la prima risposta di un movimento nuovo e senza etichette. Dai megafoni e i microfoni dei furgoni, che agitavano il corteo sulle note degli Assalti Frontali, è venuta fuori la rabbia contro il disegno politico del governo Berlusconi, contro quell’idea fasulla di sicurezza sulla quale vengono costruiti ogni giorno i nuovi dispositivi di controllo sociale.
La nostra  sicurezza  è la libertà  di circolare dove riteniamo più giusto, di muoverci, di fuggire se ne abbiamo bisogno, di cercare lavoro e di rivendicare un reddito per tutti.
La clandestinità è un prodotto delle leggi, non una scelta di vita o un’ escamotage per aggirare le leggi dello stato da parte delle/dei lavoratori/lavoratrici.
La clandestinità è la causa dello sfruttamento, è l’assenza dei diritti, la sanzione collettiva verso le non-persone.
La promozione dei diritti di cittadinanza passa per le lotte dei migranti e dei cittadini attraverso la reciproca contaminazione di differenze e identità.
Il popolo antirazzista sabato ha parlato chiaro, con un linguaggio semplice e con una lingua diversa ha espresso quell’orgoglio antirazzista che non si respirava da anni. Regolarizzazione per tutte e per tutti, badanti e non badanti, per  chi ha già un lavoro e chi ne è in cerca!
Il 7 ottobre del 1989, dieci anni fa, centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.

Il 17 ottobre 2009 è stato un nuovo punto di partenza. Costruire la nostra sicurezza è possibile!

ORGOGLIO METICCIO!
Guarda la galleria fotografica della manifestazione.

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Con i lavoratori dell'API, per Falconara

All'indomani della presentazione del piano industriale della proprietà Api e soprattutto delle prime mobilitazioni dei lavoratori contro i tagli al personale (circa del 30% dell'intera forza lavoro) e alla manutenzione e sicurezza dello stabilimento (circa 4 milioni di euro in meno rispetto al passato), avvertiamo la necessità di esprimere la nostra solidarietà alla protesta.

Di seguito alcuni stralci del comunicato (scarica il comunicato completo):

I ragazzi e i precari del Centro sociale Kontatto di Falconara, e della rete dei csa e delle Comunità Resistenti delle Marche, esprimono la loro piena vicinanza e solidarietà alla vertenza intrapresa dai lavoratori dell'API contro il piano industriale della proprietà del petrolchimico che, in nome dell'intangibilità dei profitti imprenditoriali e finanziari, intende addossare le responsabilità di anni di scelte scellerate e senza futuro sulla pelle dei lavoratori, dei cittadini, del territorio.

…Oggi ascoltiamo con rispetto la voce di speranza e di rabbia dei lavoratori della più grande industria del territorio.

E la comprendiamo bene, perchè ci parla del diritto al lavoro, al reddito, al futuro, tutte cose che noi come le nuove generazioni da qui a venire non sperimenteranno a patto che non iniziamo a svegliarci e a lottare per i propri diritti come per quelli di tutti.

Perchè è la stessa voce gridata dai lavoratori dell'INSSE sulle gru, o dai tanti anonimi dipendenti che protestano occupando i tetti delle fabbriche in tutto il Paese, o degli insegnanti delle scuole e delle università con venti anni di servizio alle spalle ma comunque precari o disoccupati a 0 euro, degli impiegati nei servizi, negli ospedali, nei trasporti che vengono dipinti come "fannulloni" e pagano per le clientele e la rapacità della la mafia della malapolitca e della corruzione, di tutti gli uomini e le donne vere che difendono i propri diritti senza andare in televisione e che quindi è come se non esistessero.

Siamo dalla vostra parte come lo siamo da tempo con i lavoratori della Merloni di Fabriano, o del distretto jesino,  o dei precari della formazione e della scuola…

La comprendiamo benissimo perchè già da tempo diciamo ai responsabili di questo inedito e pericoloso arretramento generalizzato delle condizioni di lavoro, di vita, di civiltà, che "noi la (loro) crisi non la paghiamo". La crisi causata dalle banche, dalla finanza internazionale, dalle guerre e dai terrorismi globali, dalle caste intoccabili della politica e dell'economia, non la pagherà chi lavora e produce, ieri come oggi, rinunciando ai propri diritti per salvare i conti all'estero, le azioni in borsa, le ville esotiche e i privilegi dei leaders globali e locali.

La comprendiamo perchè noi siamo i "cattivi" ragazzi dei centri sociali, i figli dei lavoratori e i nuovi precari.

Leggi anche il comunicato di solidarietà dell'Assemblea Permanente nocentraliapi

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PRO-WRITERZ venerdì9 e sabato10

 

Scarica il volantino ad alta risoluzione

Pro writers…ordinanze e divieti non sopprimono la creatività della strada

Scrivere sui muri è antropologicamente la forma di comunicazione più antica, immediata e comune dalla notte dei tempi.
Nella storia si è imposta come una forma d'arte e di risignificazione alternativa dello spazio urbano sempre più disumanizzato, alienato, e desolante…
Molti dei più noti artisti contemporanei hanno cominciato partendo dai muri della città, sono stati multati, arrestati, perseguitati.
Anche chi artista non è o non desidera diventarlo non si è arreso davanti alla minaccia della repressione e del controllo.

Forse perchè entrambi le categorie giudicavano ben più insopportabile e degradante l'asettico grigiore degli spazi urbani desocializzati e privi di vita.
O forse perchè l'uso strumentale della bandiera del decoro urbano  non può farci dimenticare le speculazioni edilizie, la devastazione ambientale,
o l'assenza e la distruzione degli spazi pubblici, la precarietà abitativa, il razzismo strisciante o aperto e le piccole o grandi discriminazioni quotidiane.
Forse perchè l'arte, anche quella di strada, è comunque una forma di resistenza, di superamento dell'esistente,
attraverso un mezzo che comunica e veicola la nostra essenza oltre i limiti del tempo e degli spazi.

L'ordinanza antiwriters renderà Falconara migliore, più sicura, più vivibile? O più inospitale, grigia, conformista.
Proprio perchè riteniamo che, in una scala di priorità e di necessità, oggi la nostra città abbia bisogno di comunicare, di esprimersi, di resistere,
piuttosto che di respingere l'altro, chiudersi al diverso, proibire il dubbio, e anche il dissenso;
proprio perchè giudichiamo ben più pericoloso il razzismo, l'intolleranza sempre più pervasive e penetrate nel nostro tessuto  cittadino,
o ben più insopportabili i fumi nocivi della nostra raffineria, piuttosto che il pericolo, più evocato che reale, dei writers;
proprio per questo caratterizziamo le attività e i disegni di questa due giorni alle forme di resistenza
contro le pratiche di controllo, respingimento, razzismo che stanno imbarbarendo e deteriorando le nostre vite e le nostre città.
 

IL PROGRAMMA…


Venerdì 9 e sabato 10 le due giornate conclusive della jam

e di riapertura autunnale del centro sociale autogestito Kontatto di Falconara Marittima:

aperitivo e live painting & writing by:
PIZKA, SHORD, SKUE, HINT, GOST, SPAIDER, DOK CREW


proiezione video di "voi sparate io disegno" (info) del collettivo "Fuori le mura" (Como)

proiezioni slide di graffiti stencil e street art (no!)global: obey, bansky, pixadores…su KOTV


salone: DRUM'n'BASS NIGHT con DJ MAURO C (reggae jungle dnb)+DJ CLUSTER (dnb)+DJ DAVE (dnb milano)
sala rutz: DANCEHALL con BANGARANG & KAMIKAZE SOUND

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