GAS PLUS A SANTA MARIA NUOVA LE NOSTRE OSSERVAZIONI AL MINISTERO DELL’AMBIENTE PER IL NO ALLA PROCEDURA DI VIA

Come promesso alla partecipata assemblea di Santa Maria Nuova dello scorso venerdì 13 gennaio, Trivelle Zero ha inviato la scorsa settimana al Ministero dell’Ambiente le proprie osservazioni in opposizione alla procedura di VIA. Contrasteremo in tutti i modi la messa in produzione della trivellazione a gas voluta dalla Gas Plus nei nostri territori. Innanzitutto ci teniamo a ringraziare Augusto De Sanctis per il suo personale contributo in questa battaglia, insieme agli altri relatori intervenuti all’assemblea del 13 scorso e ai tanti presenti. Avremo bisogno del sostegno di tutti per vincere questa battaglia e arrivare fino in fondo. Il corposo documento che raccoglie le nostre osservazioni e invita il ministero competente ad esprimere PARERE NEGATIVO, mette in evidenzia parecchie criticità, formali e sostanziali:

 

1)DIFETTO DI PUBBLICAZIONE – MANCATO COINVOLGIMENTO DI ALTRI COMUNI L’Art.23 comma 3 del D.lgs.152/2006 prescrive che il deposito dei documenti sia effettuato presso i “comuni il cui territorio sia anche solo parzialmente interessato dal progetto o dagli impatti della sua attuazione.” In questo caso il proponente ha depositato esclusivamente gli atti nel Comune di Santa Maria Nuova. A nostro avviso tale modalità di presentazione dell’istanza ne inficia la validità in quanto è evidente come siano diversi i comuni coinvolti. Qui si elenca la distanza tra l’area di cantiere e il confine dei comuni limitrofi: Filottrano (1,2 km); Jesi (1,5 km); Osimo (1,7 km).

2)CONTAMINAZIONE DELLE ACQUE SOTTERRANEE In primo luogo riteniamo lo studio troppo superficiale nella descrizione della condizione della falda nell’area di studio. Mancano ricostruzioni piezometriche, analisi dei flussi principali e nel sito specifico di intervento, necessari anche per inquadrare eventuali responsabilità future in caso di contaminazione…..Tra l’altro, dagli scarni dati citati, emerge che le falde dell’area già oggi non rispettano gli standard di qualità ambientale, risultando addirittura in peggioramento. In tal senso riteniamo del tutto inaccettabile aggiungere un ulteriore elemento di pressione antropica che ha effetto sul ciclo delle acque, sia direttamente sia con gli impatti potenziali sopra ricordati.

3)RISCHIO D’INCIDENTI – DISTANZA DALLE ABITAZIONI Non nascondiamo la nostra fortissima preoccupazione per la localizzazione del progetto, a 80 metri dalle prime case abitate, a 600 metri dal centro abitato di Santa Maria Nuova (An), a 1,2 km dal fiume Musone. I progetti connessi agli idrocarburi presentano intrinseche criticità per incidenti la cui gravità può essere assolutamente rilevante e tale da determinare impatti importanti sulla salute e la sicurezza dei cittadini. Dato il contesto territoriale con la presenza di case sparse a pochissima distanza o addirittura confinanti con l’area pozzo e il punto di carico dei carri, reputiamo l’intervento assolutamente incompatibile con la sicurezza dei cittadini nonchè degli agricoltori che si trovassero a lavorare nei campi circostanti in caso di incidente.

4)SUBSIDENZA Non si presenta alcuna elaborazione sito-specifica sulla subsidenza che potrebbe essere innescata dall’estrazione in 20 anni.

5)RISCHIO SISMICITÀ INDOTTA/CARATTERISTICHE DEL GIACIMENTO Non si presenta nemmeno una descrizione del giacimento e di tutti gli elementi di interesse (faglie; sorgenti sismogenetiche attive ecc) presenti che possono essere utili ad identificare tutti i potenziali impatti derivanti dall’estrazione di metano. L’aspetto forse più grave è, probabilmente, un altro. In un tale contesto su cui grava un tale rischio (infatti il comune di Santa Maria Nuova è classificato in categoria 2 di rischio) non si fa neanche un accenno alla problematica della sismicità potenzialmente indotta proprio dall’attività proposta (nel termine comprendiamo anche quella innescata) nonostante siano ormai molteplici le prove scientifiche che collegano strettamente le attività connesse agli idrocarburi e la generazione di sismi

6)BENEFICI PER LA COMUNITA’ – IL CASO DELLE ROYALTY in Italia, per quanto riguarda le royalty, esiste il sistema delle franchigie. Gran parte dei pozzi produttivi non versa alcuna royalty perché non supera un minimo di produzione annuo. Infatti, basta consultare il sito dell’UNMIG per scoprire che, nonostante l’esistenza nelle Marche di diverse concessioni di coltivazione e a fronte di una produzione di metano nel 2016 alla Regione Marche è stata assegnata una cifra di 97.000 euro, insignificante rispetto al valore reale della produzione (di una risorsa che teoricamente dovrebbe essere dei cittadini italiani). Poichè il pozzo in questione erogherebbe una quantità annua di 2,5 milioni di SMc la società GasPlus non verserebbe un euro di royalty essendo al di sotto della quota di franchigia; praticamente non si tratterebbe di una valorizzazione ma di una vero esproprio di ricchezza dalla comunità verso il privato visto che gli idrocarburi sarebbero poi rivenduti a questi ultimi a prezzo di mercato.

Trivelle Zero Marche

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