28 settembre a Falconara verso il 9 ottobre a Roma: Basta bugie, fermiamo il Greenwashing, portiamo in piazza la giusta transizione

Martedì 28 settembre alle ore 21 invitiamo tutte e tutti ad una assemblea pubblica per discutere della manifestazione che si terrà davanti al Ministero della “Finzione ecologica” di Cingolani il prossimo 9 ottobre.
Questa proposta è una scommessa che si inserisce tra le giuste pratiche di contestazioni ai vertici globali, dai g20 estivi di Venezia e Napoli fino alla due giorni della Precop di Milano dell'1 e 2 ottobre, momenti importanti cui abbiamo partecipato e parteciperemo, e la miriade di vertenze locali di movimento, associative, e di comitati cittadini, le cui risposte restano inascoltate o comunque bloccate in tempistiche imperscrutabili.
Partendo dal riconoscimento dell'importanza di ogni pratica ed iniziativa globale e locale, constatiamo come serva un cambio di passo, un azzardo, una proposta che cerchi di unire le vertenze territoriali materializzandole davanti ai loro principali responsabili, a quei palazzi del potere, dove si può e si deve rendere visibile la contestazione, inedita e senza precedenti.
L’operato del Ministro della Transizione ecologica Cingolani quale espressione concreta delle inadempienze in atto in materia ambientale e sanitaria, di difesa aperta degli interessi dei potentati del fossile, quale massima espressione delle operazioni di greenwashing che producono una narrazione tossica e fuorviante della transizione ecologica.
Anche dalle Marche e da Falconara, dove riscontriamo un oscurantismo medievale sul tema della transizione energetica e della conversione ecologica, e di tutto quello che ne consegue dal punto di vista del tessuto produttivo, le questioni reali, come anche le movimentazioni, forse meno visibili e incisive rispetto al passato, sono innumerevoli.
Invitiamo tutte e tutti, comitati movimenti associazioni cittadini sensibili ad organizzare una mobilitazione e una partecipazione allargata alla manifestazione di Roma e una piattaforma comune che possa raccogliere rappresentare e far pesare davanti al Ministro Cingolani la nostra volontà per la difesa del territorio.

Vi aspettiamo nella location del Fab Lab di Falconara in via del Commercio 4, che grazie alla sua capienza garantisce spazi interni ed esterni nel rispetto delle norme anticovid.

Basta bugie, fermiamo il Greenwashing,
portiamo in piazza la giusta transizione

Se il Ministero della Transizione Energetica non ha intenzione di ascoltare i territori, saranno i territori a farsi ascoltare. Il tempo è scaduto. Incontriamoci a Roma sabato 9 ottobre, portiamo la nostra protesta e le nostre proposte sotto al Ministero per una vera riconversione ecologica e per la giustizia climatica.

Riportiamo a questi link il percorso che ci ha condotto verso il 9 ottobre a Roma

sabato 9 ottobre a Roma: BASTA BUGIE. FERMIAMO IL GREENWASHING. PORTIAMO IN PIAZZA LA GIUSTA TRANSIZIONE

CINGOLANI, KEEP CALM!!! “Ambientalisti peggio della catastrofe climatica”:

10/08: Indicazioni di lotta della Campagna PER IL CLIMA, FUORI DAL FOSSILE PER L'AUTUNNO, DAL CLIMATE CAMP DI BRINDISI 1-8 AGOSTO 2021

 

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sabato 9 ottobre a Roma: BASTA BUGIE. FERMIAMO IL GREENWASHING. PORTIAMO IN PIAZZA LA GIUSTA TRANSIZIONE

Appello per una nuova stagione di lotta contro i fossili e per una vera transizione ecologica. Incontriamoci a Roma sabato 9 ottobre.

Quando si parla di cambiamenti climatici, di global warming, di carestie, siccità o disastri ambientali, le parole d’ordine da un paio d’anni a questa parte sono sempre le stesse: riconversione ecologica, decarbonizzazione, bonifica dei territori, neutralità climatica. Il mondo è in fiamme, le foreste bruciano, le città soffocano; i 50°c sfiorati a Vancouver e le alluvioni nel nord Europa di questa estate sono solo un piccolo assaggio di quanto può accadere nel prossimo futuro. La crisi climatica ed ecologica è qui e ora, e nei territori questo si traduce anche nell’inquinamento di prossimità e nella cementificazione che soffocano l’ambiente e le popolazioni. La riconversione ecologica deve essere radicale e immediata, ma governi e multinazionali continuano ad osteggiarla, anteponendo ad essa la priorità dei profitti e degli interessi economici e finanziari.

Di fronte a tali urgenze, mentre si susseguono i soliti e inconcludenti vertici internazionali, i governi italiani degli ultimi anni sono tra i più succubi delle lobby del fossile e dei grandi gruppi industriali, del tutto subordinati alle loro pressioni. Il Governo Draghi ha addirittura istituito il nuovo ministero della Transizione Ecologica, nominando Roberto Cingolani, già direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia ed ex dirigente di Leonardo. E proprio a Cingolani si sono rivolti in questi mesi, oltre che le più note organizzazioni ecologiste italiane, anche decine di associazioni, collettivi e comitati territoriali italiani impegnati da anni nelle battaglie contro inceneritori, gasdotti, centrali termoelettriche, rigassificatori, depositi di carburante, acciaierie, raffinerie e grandi opere inutili. Tuttavia, né il Ministro Cingolani né il suo entourage hanno mai dato riscontro positivo anzi si muovono in una direzione assolutamente opposta a quella che a chiacchiere si dice di voler seguire e portare avanti. Emblematico da questo punto di vista il via libera dato ad Aprile a vecchie e nuove trivelle per cercare o estrarre gas fossile o petrolio, alle pressioni affinchè si realizzi lo stoccaggio CCS a Ravenna o caparbia insistenza a proseguire l’impiantistica No Tap ed le grandi opere nel Veneto.

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BRUCIA ANCORA…A VENTI ANNI DAL MIO G8 SPETTACOLO TEATRALE VENERDI' 6 AGOSTO A FALCONARA

Oggi nel lontano luglio 2001, 20 anni fa, iniziavano le tre giornate del G8 DI GENOVA…

IN SPIAGGIA A FALCONARA PRESSO IL CIRCO MARINARO ORE 21, SPIAGGIA SOTTOPASSO VIA GOITO

Genova è stato un evento eccezionale, forse anche un trauma che ogni anno si rinnova per chi si trovava li in quei giorni di luglio 2001 e per chi in qualche modo è stato toccato dalle conseguenze di quelle manifestazioni.
Genova è però stata molte altre cose in quel fine settimana: è stata Carlo Giuliani; è stata Manu Chao e Don Gallo; è stata Casarini e Agnoletto; black bloc e polizia fuori controllo; Diaz e Bolzaneto.
Sono passati venti anni, eppure quelle ferite non si rimarginano e chi era lì presente ancora ne porta i segni addosso.

Questa è la storia di Andrea e Marta, una giovane coppia che a quel G8 ci ha partecipato con motivazioni diverse: Marta perché voleva cambiare il mondo; Andrea perchè voleva essere amato da Marta.
Le cose però si mettono male e per i due quei giorni diventano un calvario personale all'interno di una Genova mangiata dalla violenza e che a ogni ora che passa prende sempre più le sembianze di un buco nero che ti inghiotte e non ti lascia scampo.

Un lavoro nato con l'intenzione di ricordare cosa furono quei giorni e di raccontare, a chi venti anni fa non era ancora tra noi, cosa successe nelle vie di una città che, per quanto assurdo possa sembrare, era pur sempre una città italiana.

Genova, come detto, è stata molte cose. Tra queste è stata sicuramente la fine del Secolo breve.
E ora, a venti anni di distanza, quando ci pensi, Genova brucia ancora.

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"Beni comuni, acqua e nucleare: indietro non si torna!"

Oggi eravamo presenti al presidio davanti alle Tredici cannelle in piazza Roma ad Ancona con attivisti, comitati e movimenti del “Coordinamento marchigiano dei movimenti per l’acqua bene comune” per lanciare la manifestazione nazionale di domani a Roma. Abbiamo presentato la piattaforma di intenti su obiettivi comuni ai vari Ambiti Territoriali sulla quale ci adopereremo per riaprire una vertenza regionale.

Domani saremo a Roma alla manifestazione a dieci anni esatti dalla grande vittoria referendaria contro le proposte di privatizzazione del servizio idrico, ma anche contro il paventato ritorno della discussione sul nucleare e sugli sviluppi contraddittori del Pnrr: "L’attuale versione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza risulta in “perfetta” continuità con l’azione dei governi precedenti tesa a disconoscere e tentare di cancellare l’esito referendario: un ulteriore incentivo verso la gestione mercantile dei beni comuni, e l’impiego di ingenti risorse pubbliche verso politiche di ulteriori privatizzazioni.
Oggi più di ieri è importante riaffermare il valore universale dell‘acqua come bene comune e la necessità di una sua gestione pubblica e partecipativa come argine alla messa sul mercato dei nostri territori e delle nostre vite, contrastare il rilancio dei processi di privatizzazione attuato mediante il PNRR e le riforme che lo accompagneranno".
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