Porto di Ancona: ancora un respignimento illegale verso l'inferno greco

Giovedì 3 dicembre, al porto di Ancona,
le autorità di frontiera si sono rese ancora una volta colpevoli
dell'ennesimo respingimento illegale nei confronti di 11 afgani (5 dei
quali minorenni) provenienti dalla Grecia.
Solo due i minorenni che
sono stati riconosciuti tali e per questo fatti sbarcare e accolti dai servizi sociali.

Ancora
una volta un comportamento brutale, che viola tutte le norme in merito
al diritto d'asilo
e con il quale – in virtù di un accordo bilaterale
con il paese ellenico datato 1999 e superato di fatto da tutta la
legislazione successiva, sia nazionale sia internazionale – si sono
rispedite queste 11 persone nell'inferno greco,
dove i profughi
afgani (ma anche somali, eritrei, iracheni, iraniani,
ecc.) non hanno la minima garanzia di sopravvivere dignitosamente e
dove, anzi, il rischio di essere rimpatriati in Afganistan (via
Turchia) è altissimo. Il giornalista afgano e rifugiato politico in
Italia Basir Ahang ha recentemente lanciato un accorato appello in
merito
(leggi).

I
respingimenti, che siano quelli "mediatici" effettuati in pieno mare
verso i porti del dittatore Gheddafi o che avvengano nel buio e nel
silenzio di una nave che ritorna nella "democratica" Grecia, sono una
prassi che diventa giorno per giorno sempre più intollerabile, una
pratica inaccettabile e non normalizzabile, che le associazioni e i
movimenti sociali in difesa dei diritti umani e d'asilo – come
l'Ambasciata dei diritti – intendono respingere con forza.

Di seguito il comunicato stampa diramato dall'Osservatorio "Faro sul porto" dell'Ambasciata dei diritti

  


 

Quotidianamente al porto di Ancona vengono respinti ragazzi minorenni.
E’ successo anche ieri sera. 11 afgani sono arrivati al Porto di Ancona
sperando di essersi per sempre lasciati alle spalle le coste greche.
Sono stati fatti sbarcare, invece, solo per qualche ora, prima di
essere nuovamente rispediti in Grecia. Già il primo dicembre erano
stati scoperti otto immigrati irregolari di nazionalità afghana e
affidati al comandante della nave diretta in Grecia per il rimpatrio,
mentre ieri
pomeriggio un’altra nave è partita riportando verso la Repubblica
ellenica queste 11 persone. Queste però erano riuscite a lanciare una
richiesta di aiuto.

Dopo essere stati scoperti dall’equipaggio e ammassati
tutti insieme, come prassi, in una cabina della nave, i
ragazzi erano riusciti a chiamare alcune organizzazioni umanitarie e a
dire: "siamo rinchiusi, tra noi ci sono 5 minorenni, non vogliamo
tornare in Grecia, aiutateci". All’arrivo al porto di Ancona, sembra
che tutti siano stati intervistati dal Consiglio Italiano per i
Rifugiati e, seppur telefonicamente avessero detto di voler chiedere
asilo politico in Italia, pare che nessuno l’abbia fatto.

Dei cinque che si sono dichiarati minorenni solo tre
sono stati sottoposti all’esame radiologico del polso perché una prima
scrematura è stata fatta secondo criteri personali. Fare quest’esame è
la prassi, per stabilire la
maggiore o minore età, e il Ministero dell’Interno nel 2007 ha
stabilito chiaramente che, in caso di dubbio, i potenziali minorenni
vadano accolti e mai espulsi o respinti come invece è accaduto anche
ieri al porto.

L’accoglienza dei minorenni è stabilita da leggi
internazionali e una volta che arrivano ad Ancona i minori devono
essere presi in carico dai servizi sociali del Comune di Ancona.

Osservatorio "Faro sul porto"

Ambasciata dei diritti


 

Leggi anche l'approfondimento di Alessandra Sciurba di Melting Pot Europa: Altri undici afghani respinti dal porto di Ancona. Stavolta avevano chiesto aiuto.

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