LA CAMPAGNA STOP TTIP MERCOLEDI' 11 MARZO ALLA BOTTEGA MONDOSOLIDALE

Dall'ottobre scorso si è costituita, a livello provinciale, una rete di singoli e associazioni che aderiscono e sostengono la Campagna Stop TTIP con l'obiettivo di impedire la firma del Trattato Transatlantico USA-Unione Europea di liberalizzazione commerciale e degli investimenti.

Tra le molte iniziative che sono state promosse in questi ultimi mesi, la Campagna Stop TTIP farà tappa mercoledì 11 marzo, alle ore 21, nella Bottega MondoSolidale di Chiaravalle, in collaborazione con l'Associazione falconarese Falkatraz.

TTIP

Il TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, attualmente oggetto di negoziati volutamente segreti, è qualcosa di più di una semplice trattativa di liberalizzazione commerciale. E’ l’ennesimo attacco frontale che vede lobby economiche, Governi e poteri forti accanirsi su quello che rimane dei diritti del lavoro, della persona, dell’ambiente e di cittadinanza dopo anni di crisi economica e finanziaria, in un più ampio tentativo di disarticolare le conquiste di anni di lotte sociali con le politiche di austerity e di redistribuzione del reddito verso l’alto. Il negoziato TTIP, lanciato ufficialmente nel luglio 2013 e portato avanti in modo opaco e segreto dalla Commissione europea e dall’Amministrazione statunitense in vista di una sua possibile conclusione a fine 2015, disegna un quadro di pesante deregolamentazione dove obiettivo principale non saranno tanto le barriere tariffarie, già abbastanza basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità di aspetti sostanziali della vita di tutti i cittadini: l’alimentazione, l'istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro.

 

SERVIZIO DELLA TRASMISSIONE  REPORT SUL TTIP,

PUNTATA DEL 19 OTTOBRE 2014

PIU' INFO SUL TTIP DA GLOBALPROJECT

Con l’alibi di un’omogeneizzazione delle normative e la falsa illusione di risollevare l’economia dell’Europa, si assisterà ad una progressiva corsa verso il basso in cui saranno i cittadini e l’ambiente a farne principalmente le spese in un processo che porterà alla progressiva mercificazione di servizi pubblici e di beni comuni. Un rischio che viene tenuto sotto traccia a causa di trattative svolte a porte chiuse, sotto la forte pressione delle lobby delle industrie private senza un coinvolgimento efficace dei Parlamenti e del Congresso e senza che i cittadini vengano adeguatamente informati. Tra i principali obiettivi del negoziato, c’è la tutela dell’investitore e della proprietà privata, grazie alla costituzione di un organismo di risoluzione delle controversie, un vero e proprio arbitrato internazionale, a cui le aziende potranno appellarsi per rivalersi su Governi colpevoli, a loro dire, di aver ostacolato la loro corsa al profitto. Qualsiasi regolamentazione pubblica che tuteli i diritti sociali, economici ed ambientali, con la scusa della tutela della competizione e degli investimenti, rischierà di soccombere dinanzi alle esigenze delle aziende e dei mercati, tutelate da sentenze che saranno a tutti gli effetti inappellabili.

FIRMA E FAI FIRMARE, ANCHE ON LINE, LA PETIZIONE DEI CITTADINI EUROPEI CONTRO IL TTIP, GIA' SOSTENUTA DA OLTRE UN MILIONE E MEZZO DI PERSONE

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Basta Troika_a fianco del popolo greco

troikaREG-2Nella settimana di mobilitazione europea contro le politiche di austerity della Troika e in solidarietà al popolo greco anche ad Ancona e nelle Marche facciamoci sentire.
L'11 febbraio il governo greco siederà alla riunione straordinaria dell'Eurogruppo e in contemporanea in decine di piazze greche ed europee si svolgeranno presidi e mobilitazioni per far pressione dal basso.
Le politiche finanziarie della BCE, eterodirette dalla Germania, stanno ricattando i paesi del sud d'Europa, tra cui il nostro, con la formula "o la borsa o la vita" e questo è inaccettabile!
BCE, FMI e Commissione Europea continuano il loro programma, che vediamo tradotto in tagli a welfare e diritti, senza tener conto del risultato elettorale greco chiara espressione del rifiuto delle politiche d' austerity da parte di milioni di cittadine e cittadini.

Per questo invitiamo tutti ad essere mercoledì 11 febbraio alle ore 16:00 in Ancona per un presidio davanti alla sede di Banca Italia (Piazzale J.F. Kennedy n.9) e a partecipare alla manifestazione a Roma di sabato 14 febbraio

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People over the market. Al fianco di piazza Syntagma verso il #14F

A pochi giorni dall’elezione di Tsipras come Presidente, la risposta autoritaria dei mercati finanziari ha preso le forme di una sostanziale aggressione con la decisione da parte della BCE di non accettare i titoli di Stato come garanzia per l’immissione di liquidità nel sistema creditizio greco: un vero e proprio attacco all’espressione del popolo greco che ha democraticamente eletto Syriza ed alle scelte di politica economica che mirano ad introdurre misure in grado di contrastare la povertà dilagante e lo smantellamento di ogni garanzia sociale. Scelte che devono essere bloccate immediatamente, agli occhi dei sacerdoti dell’austerità, perché fuoriescono dai vincoli e dai patti costituenti l’Europa tedesca.

Nella settimana dall’11 al 18 l’Eurogruppo, l’Ecofin ed in ultimo il board della BCE si ritroveranno più volte davanti ad un tavolo di trattativa con Tsipras, per decidere se continuare a sanzionare la Grecia e determinarne così il default a fine marzo. I movimenti greci hanno lanciato in parallelo a questi incontri una prima settimana di mobilitazione, il cui obiettivo non è solo portare la solidarietà ad un Paese che ha scelto di riprendersi il diritto di decisione sulle proprie politiche economiche e sociali, ma soprattutto esercitare una pressione dal basso perchè nel braccio di ferro che si è aperto in Europa i rapporti di forza siano sempre di più dalla parte delle ragioni dei popoli e dei bisogni sociali contro gli interessi della Troika e dei grandi gruppi finanziari.

L’adesione a questo appello ha prodotto una reazione a catena: moltissime piazze in tutta Europa si mobiliteranno in varie forme a fianco di piazza Syntagma. Anche noi abbiamo deciso di far nostro questo appello, ripreso dalla coalizione internazionale di Blockupy  dall’11 al 18.

Di fronte alla gravità dell'attacco a cui è sottoposta la Grecia, alla partita che in questi giorni si sta giocando sulla pelle di milioni di uomini e donne, crediamo che ogni spazio possibile di espressione di solidarietà al popolo greco e di contrasto al totalitarismo della Troika, vada utilizzato, arricchito ed allargato, al di fuori di ogni logica particolaristica e di bandiera.

Per questo l'11 febbraio saremo attivi nei nostri territori, perché gli aguzzini della governance europea hanno tentacoli che penetrano nelle nostre città ed in quelle stesse città mille forme di resistenza possono fiorire.

Per questo saremo presenti anche alla manifestazione di sabato 14, per unire la nostra voce a quella che si alza da piazza Syntagma, perché ovunque si gridi “PEOPLE OVER THE MARKET” ci sia la voce di tutti coloro che sognano una nuova Europa, irrappresentabile da ceti politici costantemente alla ricerca della propria autoconservazione ed incapaci di respirare realmente l'aria del vento nuovo che sta attraversando tante piazze europee. Una nuova Europa che parla di democrazia radicale, diritti sociali e finanziamento del welfare, che vede nei movimenti e nel diffondersi delle forme di auto-organizzazione sociale una reale prospettiva di cambiamento e di alternativa, contro meccanismi decisionali tutti orientati alla progressiva accumulazione della ricchezza nelle mani dei soliti pochi.

Nel corteo del 14 vorremmo ritrovarci con tanti e tante che desiderano guardare oltre i confini, siano essi quelli di una nazione, di una città o di una singola piazza, perché la nostra solidarietà divenga lotta comune, diritto vivo che rivendica la libertà di esprimersi direttamente là dove la Troika ha i suoi terminali istituzionali e le sue rappresentanze, a partire da quelle che si definiscono “diplomatiche” ma che senza alcuna “diplomazia” stanno decidendo di ridurre alla fame un intero popolo.

Centri Sociali del Nord-Est

Coalizione dei Centri Sociali dell'Emilia Romagna

Centri Sociali delle Marche 

Comunità in Resistenza di Empoli 

Cs La Strada

Pubblicato in Falkatraz in Movimento, socialità autogestita CSA Marche | Commenti disabilitati su Basta Troika_a fianco del popolo greco

ROJAVA CALLING…sosteniamo le regioni autonome del Rojava contro l'ISIS

10506766_796801667056764_5085931644231657593_oLa Campagna Rojava Calling, i movimenti e le associazioni, i movimenti e le associazioni coordinate nella Rete Kurdistan Italia che in questi mesi hanno messo in atto pratiche di solidarietà militante a fianco dei profughi di Kobané e del Rojava, proseguono l’intervento di supporto ai profughi ed alla resistenza del popolo kurdo.

Più di duecentomila profughi, fuggiti dalla regione del Rojava, nel nord della Siria, in seguito ai massacri perpetrati dalle milizie del califfato nero, sono stati accolti in campi e villaggi nei territori kurdi della Turchia orientale interamente gestiti e organizzati dalla rete di volontari e militanti delle associazioni kurde senza alcun aiuto dallo stato turco né di alcun organismo internazionale.

Sono necessari fondi per l’acquisto di strumenti e attrezzature sanitarie urgenti per l’assistenza ai profughi, in gran parte bambini, donne e anziani esposti alle condizioni avverse del clima invernale ed alla precarietà della situazione igienico sanitaria dei campi.

10955350_783186801751584_2546793908356221873_nDai primi di novembre numerose staffette partite da tutt’Italia hanno portato aiuti e riportato notizie e informazioni dirette sul conflitto siriano e la resistenza di Kobane. La prima Staffetta sanitaria per Kobane, partita a metà dicembre, ha supportato il lavoro nei campi dei medici volontari di Suruc, a pochi km dal

confine siriano e da Kobane, ed ha raccolto le richieste dei materiali sanitari più urgenti per poter garantire l’assistenza minima alla popolazione dei campi profughi. A seguire, sono stati raccolti ed inviati quantitativi di farmaci indicatici come indispensabili per curare le malattie più diffuse nei campi e nei villaggi.

Ora è necessario uno sforzo ulteriore per raccogliere ed inviare le somme necessarie all’acquisto di attrezzature sanitarie ed organizzare a breve la partenza di staffette sanitarie.

Nello specifico è indispensabile assicurare nel più breve tempo possibile:

 Fondi per l’acquisto immediato di: defibrillatori, ecografi, elettrocardiografi, barelle, saturimetri, sfigmanometri, fonendoscopi e strumenti sanitari per i diversi tipi di intervento.

 Fondi per l’acquisto di un mezzo di trasporto attrezzato, da un’ Automedica ad una Unità Mobile di Primo Soccorso per consentire a medici e infermieri di raggiungere rapidamente tutti i campi profughi e i villaggi dislocati nel territorio della municipalità di Suruc e dintorni.

 Organizzazione e partenza di piccoli gruppi di medici e infermieri con specializzazioni ed esperienza in ambito pediatrico, ortopedico, ginecologico, odontoiatrico, chirurgico.

I fondi raccolti verranno inviati alla Associazione Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia onlus che provvederà al trasferimento e darà pubblicamente conto del loro utilizzo.

Per chi volesse inviare direttamente fondi a Mezzaluna rossa kurda: IBAN: IT63P0335901600100000132 226 – Causale “Assistenza sanitaria”

Per le disponibilità alle partenze nelle staffette sanitarie e altri contributi:

e-mail: staffettasanitaria@gmail.com –

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#Ancona12d – Lo spezzone precario dentro e oltre lo sciopero generale

Esserci perché il Jobs Act insieme alle leggi fiscali, alla “buona scuola” e allo “sblocca Italia”, esprimono in termini compiuti l’attacco alle vite, ai diritti e ai territori.

Esserci per riprenderci lo sciopero, sottraendolo alla sua dimensione simbolica e testimoniale, riportandolo ad essere ciò che è; uno strumento atto a far male ai padroni, tramite il blocco e il sabotaggio della produzione e del profitto.

Esserci perchè ogni evento che attraversa l'esistenza di milioni di lavoratori e precari è, a prescindere da noi, parte della storia materiale della nostra quotidianità e dei nostri territori, quella stessa storia che non riusciamo mai a guardare dalla finestra ma che ci impone sempre di interrogarci sulle modalità attraverso le quali esserne parte attiva, conflittuale ed autonoma.

Esserci perché non abbiamo nulla da difendere, ma tutto da conquistare, a partire da un reddito sociale e da un salario minimo europeo. Sì, europeo, perché l’Europa – e non la U.E. – è lo spazio politico minimo in cui ricostruire cittadinanza, partecipazione e diritti. Questo andremo a dire il 18 marzo a Francoforte, quando le élite capitalistiche si riuniranno per festeggiare il nuovo grattacielo della BCE, e il 1 maggio a Milano, quando quel paradigma dello sfruttamento chiamato Expo2015, aprirà i battenti.

Esserci perché il passato e le sue sovrastrutture ormai sono una terra desolata e straniera.

Abbiamo solo un presente da sovvertire e un futuro da conquistare

#Ancona12d – Lo spezzone precario dentro e oltre lo sciopero generale

Contro il Jobs Act. Per il reddito sociale e il salario minimo europeo.

L'EVENTO SU FACEBOOK

Nella giornata di sciopero generale di venerdì 12 dicembre, come centri sociali delle Marche, anche noi scenderemo in piazza contro le politiche economiche, sociali e del lavoro del governo Renzi e dell'Unione Europea.

Lo faremo dando vita ad uno spezzone autonomo e indipendente nel corteo che attraverserà le strade di Ancona, perché non abbiamo alcuna nostalgia per quella concertazione tanto cara alle confederazioni sindacali e oggi disarticolata dal Presidente del Consiglio Renzi. La concertazione, infatti, non ha fatto altro negli ultimi vent'anni, che strappare i salari più bassi d'Europa in cambio della continua cessione di diritti e tutele da parte dei lavoratori.

Quello che ci interessa, invece, è ricomporre ciò che in questi anni – tanto nei nostri luoghi di lavoro che nei nostri quartieri – si sta cercando scientificamente di dividere. Ripartire da qui, dalla necessità di ricostruire legami sociali e di classe tra coloro che subiscono quotidianamente uno sfruttamento che ormai travalica i confini della prestazione lavorativa; da una radicale contrapposizione al dispositivo di comando che fa leva sulle paure, le incertezze e l'ansietà dei nostri tempi per mettere i lavoratori gli uni contro gli altri, tanto all'interno delle aziende quanto nelle strade delle nostre città, costruendo inimicizia al posto di solidarietà e complicità.

Solo in questo modo possiamo leggere il rigurgito di razzismi e intolleranze al quale stiamo assistendo in questi giorni. Le campagne xenofobe di Lega Nord, I neofascisti nelle nostre città, la caccia al migrante e al diverso, sono i fondamentali meccanismi per la difesa di uno status quo che si nutre di una guerra tra poveri, funzionale al mantenimento di quella oligarchia politco-economica che è responsabile della crisi e che su di essa ha lucrato.

Per questo motivo, quello che abbiamo intenzione di fare nella giornata dello sciopero generale del 12 dicembre è creare uno spazio comune di lotta e riconoscimento tra eguali là dove i padroni e i fascisti cercano di dividere innalzando muri ed egoismi. Uno spezzone precario di tutti coloro che oggi non possono essere rappresentati dalle classiche dimensioni organizzative sindacali e politiche, capace di dare parola ai senza voce che affollano il mercato del lavoro, agli invisibili che vivono le nostre città, alla massa di giovani senza occupazione e prospettive che stanno rendendo l'Italia, di nuovo, un paese di emigranti. Per farlo non possiamo che partire dall'organizzare e mettere in relazione e comunicazione quello che già la stragrande maggioranza di noi è: lavoratori e lavoratrici precarie, disoccupati, false partite Iva, lavoratori in nero, stagionali, studenti, inquilini sotto sfratto e occupanti di case.

Vogliamo essere chiari, i nemici, per noi, sono la BCE, i governi europei e le istituzioni statali che hanno abbandonato per decenni i cittadini e le periferie creando precarietà, umiliazione e desolazione, non i migranti, i profughi o i bambini rom; i nemici sono le banche, il sistema economico finanziario, la rendita, non il povero; i nemici sono la corruzione e il malaffare organizzato che vincolano tra loro Stato, mafia e imprenditoria spregiudicata distruggendo il nostro paese e depredandone le risorse, non i lavoratori garantiti o i pensionati.

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