RIUNIONE REGIONALE TRIVELLE ZERO A FALCONARA

COSTRUIAMO TUTTI INSIEME UNA MANIFESTAZIONE REGIONALE IL 28 NOVEMBRE AD ANCONA

VENERDI' 6 NOVEMBRE ALLE ORE 21 AL Circolo Leopardi
via dello Stadio, 14/A, 60015 Falconara Marittima (SU GOOGLEMAPS)

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Dopo la prima assemblea regionale tenutasi a Senigallia lo scorso 11 settembre, dopo l'assemblea nazionale "contro lo sblocca italia e grandi opere" che si è tenuta in Ancona lo scorso 4 ottobre, dopo le assemblee territoriali che si sono svolte nelle città in queste ultime settimane e viste le discussioni fatte e le decisioni prese tutti insieme, è il momento per il coordinamento Trivelle Zero/Marche di rivedersi in forma plenaria.

Questa volta la località sarà Falconara, al Circolo Leopardi (via dello stadio 14) proprio per attraversare il più possibile la nostra regione e quindi permettere a tutti di partecipare attivamente.

Come proposto nella mailinglist regionale e come discusso nei nodi territoriali, l'ordine del giorno sarà il seguente:

1) Costruzione della manifestazione regionale contro le trivellazioni nelle Marche, da fare sabato 28 novembre in Ancona, in quanto capoluogo regionale.
Manifestazione che rientra dentro la mobilazione nazionale "contro la devastazione e il saccheggio dei territori e dei diritti sociali", in occasione del Cop21, il summit mondiale sul clima che si tiene a Parigi.

2) Definizione della piattaforma politica del corteo, che sia in grado di contenere tutte le istanze locali, delle città e dei terrirori che si battono contro le trivellazioni in mare e in terra e il loro indotto nocivo (gasdotti, oleodotti, discariche ecc.).

3) Valutazioni sul funzionamento del coordinamento e come continuare a migliorarne l'organizzazione complessiva (come, quando, chi decide, come ci si vede, rapporto nodi territoriali/sfera regionale, strumenti di comunicazione interna ed esterna).

4) Varie ed eventuali

Invitiamo tutte e tutti a partecipare attivamente, perchè sarà una lotta lunga, difficile, ma possiamo vincerla solo se non deleghiamo a terzi la difesa del nostro territorio e della nostra democrazia.

Ci vediamo in assemblea!

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PRESENTAZIONE DEL LIBRO “NAWAL, L’ANGELO DEI PROFUGHI” di Daniele Biella

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “NAWAL, L’ANGELO DEI PROFUGHI” di Daniele Biella

Sabato 7 novembre 2015 – ore 18.00

Centro Cultura P. Pergoli

Piazza Mazzini, 2

Falconara Marittima

10298776_747962968641977_4331449850189387303_nNell’ambito della rassegna “In autunno piovono libri”, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Falconara Marittima, in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Falconara Marittima e le Associazioni Falkatraz, GUS, Anolf, Tenda di Abramo, Agesci (gruppi Falconara 1, Falconara 2, Falconara 3), Freewoman vi invita sabato 7 novembre 2015, alle ore 18.00 alla presentazione del libro "Nawal, l'angelo dei profughi" di Daniele Biella. L’iniziativa sarà anche l’occasione per riflettere sul tema dei rifugiati, per presentare i progetti di accoglienza che il Gus, Anolf e Freewoman stanno realizzando sul territorio e per far raccontare direttamente dai ragazzi ospiti dei progetti accolti a Falconara Marittima le loro esperienze e le loro storie, dalla fuga dai Paesi di provenienza fino all’arrivo in Italia.

“Nawal, l’angelo dei profughi” di Daniele Biella

Nawal è l’angelo dei siriani in fuga dalla guerra. Ventisette anni, di origini marocchine, è arrivata a Catania da piccola: da lì aiuta in modo volontario migliaia di migranti a sopravvivere al viaggio della disperazione nel Mediterraneo e a non cedere al racket degli "scafisti di terra”. Con alle spalle una vita di impegno civico e di solidarietà oggi è un punto di riferimento per gli sfortunati e le loro famiglie.

Daniele Biella, giornalista ed educatore, ci presenta questa “vicenda di solidarietà che nasce da una profonda compassione”.

QUI L'EVENTO SU FACEBOOK

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DALLE TRIVELLAZIONI AL RIGASSIFICATORE…Sul nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale

Sul nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale

norigassfoto1979219_10201744641117871_519436081559699406_oNuovo Piano Energetico Ambientale Regionale: le associazioni Ondaverde e Falkatraz, il Comitato di Villanova e Trivelle Zero Falconara/BassaVallesina consegnano le proprie osservazioni alla campagna di ascolto della Regione e chiedono di conoscere la strategia del nuovo PEAR sulle fonti fossili, dalle trivellazioni al rigassificatore

La Regione Marche sta predisponendo, dopo la sua prima approvazione nel 2005, il nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), che dovrebbe entrare in vigore il prossimo anno. L’Assessorato all’Ambiente e all’Energia ha organizzato una “campagna di ascolto” delle associazioni di categoria, associazioni ambientaliste e di volontariato.

La base di discussione presentata dall’Assessorato il 24 settembre scorso era rappresentata dalle “Strategie regionali per il raggiungimento degli obiettivi burden sharing” [la quota minima di incremento dell'energia (elettrica, termica e trasporti) prodotta con fonti rinnovabili assegnata ad ogni Regione per raggiungere l'obiettivo nazionale – al 2020 – del 17% del consumo finale lordo]. Sulle ipotesi regionali di incremento dell’uso delle energie rinnovabili le associazioni falconaresi hanno presentato proprie osservazioni orientate alla riduzione della dipendenza dalle importazioni energetiche e alla progressiva decarbonizzazione dell’economia.


Tuttavia si è anche espressa l'urgente necessità di conoscere la strategia regionale riguardante le fonti fossili (principalmente petrolio e metano) in considerazione di quanto avvenuto con il rigassificatore di API Nòva Energia (2011) e di quanto si sta prospettando con le nuove ricerche e trivellazioni petrolifere e del metano, come con gli impianti di stoccaggio e le altre infrastrutture ad alto costo e impatto che ne conseguono.

Pensiamo infatti, che anche per conferire sostanza alle recenti decisioni del Consiglio Regionale a favore dei quesiti referendari contro lo Sblocca Italia, i due piani non siano separabili. Riteniamo che, anche sulla scorta delle passate criticità della prima versione del PEAR, questa seconda stesura non possa non assumersi l'onere di dare veste normativa e minimizzare gli impatti di questioni fondamentali e di stringente attualità come le trivellazioni a terra e a mare, gli impianti di stoccaggio, gli oleodotti e gasdotti e le grandi infrastrutture.

La questione del rigassificatore API fu ed è esemplare per due motivi:

la sua autorizzazione da parte della Regione Marche e dei Ministeri Sviluppo Economico e Ambiente scavalcò il PEAR 2004 che non prevedeva questa tipologia di attività energetica;

l’Accordo che fu stipulato tra la Regione Marche ed il Gruppo API stabilì la possibilità per la Regione di acquisire una partecipazione fino al 30% del capitale sociale nella Società che realizzerà e gestirà il terminale di rigassificazione, compresa la nomina di un proprio componente del consiglio di amministrazione e nel collegio sindacale.

Un Accordo pericoloso rispetto all’autonomia decisionale ed indipendenza di valutazione e controllo della Regione Marche.

Nella nostra richiesta di un secondo audit con l'Assessorato regionale all'Ambiente e all'Energia non possiamo non ravvisare la criticità dell'impianto generale del nuovo PEAR se, citiamo testualmente, “Al fine di definire il ruolo che la Regione Marche dovrà assumere riguardo le infrastrutture energetiche di rilevanza nazionale e la produzione di combustibili fossili occorre evidenziare: che la Regione Marche si colloca dentro uno scenario strategico ben definito a livello europeo e nazionale che individua tra gli obiettivi prioritari: la diversificazione delle fonti di produzione di energia (petrolio – gas – fonti rinnovabili), l’incremento della sicurezza e la competitività del mercato, l’efficientamento e il potenziamento della rete elettrica e del gas, la riduzione dei costi e il far fronte alla crisi della raffinazione; l’attuazione di tale strategia significa per le Marche (stoccaggi –elettrodotti, perforazioni, benefici economici e impatti ambientali ecc..);”

A tutto questo si aggiunge, come lo scorso agosto abbiamo pubblicamente denunciato, la recente proroga di altri 4 anni della validità della Valutazione di Impatto Ambientale per il rigassificatore API decretata dal Ministero dell’Ambiente. Un provvedimento che consideriamo conseguenza della politica governativa di ritorno alle fonti fossili e sostegno alle lobbies del petrolio, e che pregiudica gravemente ipotesi di sviluppo virtuose per l'intero territorio regionale.

Ma su questi nodi fondamentali si giudicherà la credibilità del nuovo PEAR e della stessa nuova Giunta regionale Ceriscioli.

Le Marche pagherebbero un prezzo altissimo in termini di costi economici e impatti ambientali nella visione dell'Italia come terra di mezzo e servitù di passaggio del gas e del petrolio diretto nel nordeuropa.

Nello spirito dell'assemblea nazionale tenutasi ad Ancona il 4 ottobre scorso lanciamo un appello a tutti i comitati e movimenti marchigiani attivi in difesa del territorio e contro le trivellazioni e i provvedimenti dello Sblocca Italia ad unire le forze per una mobilitazione comune.

L'Ondaverde-FalkatrazOnlus-Trivelle Zero Falconara/Bassa Vallesina-Comitato di Villanova

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PARTE LA CAMPAGNA NAZIONALE CONTRO LA DEVASTAZIONE E IL SACCHEGGIO DEL TERRITORIO E DEI DIRITTI SOCIALI

PARTE LA CAMPAGNA NAZIONALE CONTRO LA DEVASTAZIONE E IL SACCHEGGIO DEL TERRITORIO E DEI DIRITTI SOCIALI

IL REPORT COMPLETO DI VIDEO E FOTO SU GLOBALPROJECT

Per salvare l'ambiente, la salute e i diritti sociali, perché siano i cittadini a decidere sul futuro del loro territorio, è nata, nel corso di una partecipatissima assemblea nazionale svoltasi ad Ancona domenica 4 ottobre, la campagna nazionale contro la "Devastazione e saccheggio del territorio".

Circa 300 cittadini, con decine di comitati e movimenti dalla maggior parte delle regioni, hanno partecipato all'iniziativa, analizzando le condizioni concrete che hanno determinato l’attuale situazione di disastro ambientale e di attacco alle condizioni di vita delle popolazioni.

E’ stato sottolineato come lo Sblocca Italia non sia solo una legge negativa, ma un vero e proprio sistema di ricomposizione dei poteri forti contro le resistenze sociali e territoriali. Resistenze che possono ampliarsi e costruire nuove iniziative in grado di rispondere in modo adeguato alla violenza ed alla velocizzazione del processo di devastazione.

Per questo affermiamo che il nostro agire ha senso nel comune impegno di solidarietàe di coordinamento tra le lotte con decisioni prese collettivamente su cosa costruire a livello nazionale.

Nei diversi interventi sono stati individuati contenuti e metodi comuni:

– Costruire assieme la campagna nazionale specifica “Devastazione e saccheggio del territorio; difendere i diritti ambientali e sociali”, che sia inclusiva delle lotte che si stanno svolgendo nel paese senza costruire l’ennesima nuova rete.

– Costruire un blog, una pagina facebook e un profilo twitter, animandoli attraverso una redazione aperta al contributo dei singoli gruppi attraverso un impegno costante. Il blog dovrà contenere due aree principali: quella relativa alle iniziative di lotte territoriali ( singole o definite collettivamente a livello nazionale ) e quella di scambio di materiali utili (documenti; norme; vademecum; casi-studio ecc.).

– Attivare immediatamente iniziative condivise di solidarietà tra le lotte, a partire da alcune che sono già in programma e su cui convergere unitariamente come il 14 ottobre a Roma sul progetto petrolifero Ombrina Mare e il 17 ottobresull'inutile e miliardaria TAV Brescia-Verona. Successivamente il 6-7 novembre l’iniziativa del Forum dei Movimenti per l’Acqua a Roma per difendere ed affermare il risultato referendario del 2011.

– Promuovere una prima iniziativa comune e condivisa di livello nazionale che colleghi la “Devastazione e saccheggio al tema del riscaldamento globale” . Una iniziativa diffusa sui territori dal 29 novembre all'8 dicembre in contemporanea con il summit internazionale sul clima di Parigi. Si comporrà un programma d’iniziative decise autonomamente dai singoli comitati/movimenti contro la devastazione e il saccheggio. Ogni territorio deciderà data e azione, tranne che per l’ultimo giorno, l’8 dicembre, decennale della ri/presa del cantiere di Venaus in Val di Susa, incui si convergerà da tutta Italia per una manifestazione decisa dal Movimento No-Tav.

– Una seconda iniziativa coordinata a livello nazionale, il “Festival diffuso delle arti contro le devastazioni ambientali e il saccheggio del territorio”, da organizzare in una settimana tra gennaio e febbraio. Chiederemo ad artisti nazionali e locali di contribuire alla campagna offrendo un concerto, una mostra, una performance ecc. ai comitati. Un unico cartellone nazionale con eventi diffusi in ogni regione, organizzati dalle singole realtà.

– Una terza attività nazionale, una “carovana dell’autoformazione” da svolgere in una settimana del prossimo anno con un programma nazionale di seminari e incontri tecnico-scientifici sugli aspetti tecnici dei progetti, dalle bonifiche alla deriva petrolifera, passando per aree poco trattate come le questioni finanziarie, la lotta alla corruzione e ai conflitti d’interesse che contraddistinguono i progetti che contrastiamo e la trasparenza della pubblica amministrazione. Iniziative diffuse organizzate dal basso in un singolo programma con un unico filo conduttore quella della lotta alla devastazione e al saccheggio del territorio.

Il ricco confronto d’idee, che ha visto la partecipazione anche dei rappresentanti del movimento per la difesa della scuola pubblica, della FIOM e del Forumnazionale dei Movimenti per l’Acqua, ha evidenziato:

– La necessità di avviare percorsi comuni e integrati di lotta perché l’attacco ai diritti ambientali e sociali deriva da una strategia del turbo-capitalismo, continuando il confronto e iniziando ad operare progressivamente non solo in maniera coordinata ma anche elaborando iniziative comuni.

– Ogni azione nazionale deve essere consequenziale alla crescita sociale derivante dalle reali lotte territoriali e non viceversa, anche per evitare che le lotte siano facilmente strumentalizzate per risolvere contenziosi interni alle maggioranze di governo o per forzature politiciste estranee ai nostri obiettivi. Su quest’aspetto sono emerse critiche diffuse sull’iniziativa referendaria delle regioni in merito alla questione petrolifera sia dal punto di vista dei contenuti sia del metodo (credibilità dei proponenti istituzionali che avallano addirittura progetti connessi agli idrocarburi nel mentre sostengono il referendum; insufficienza dei quesiti che lascerebbero aperta la strada ai progetti petroliferi oltre le dodici miglia e sulla terraferma; assenza di quella visione generale che ha sempre contraddistinto i momenti referendari, con il confronto tra opzioni confliggenti alla radice su temi generali per la società). I referendum, come qualsiasi mezzo di lotta che voglia utilizzare, hanno un senso ed una efficacia solo se puntuali rispetto ai tempi che si vivono, se legati ai processi sociali ed a percorsi di democrazia reale senza dei quali vengono svuotati e resi inutili ed a volte controproducenti.

– Mantenere sempre assieme alla denuncia e all’azione di contrasto dei progetti la fase propositiva che, pur avendo sempre contraddistinto i movimenti, è stata finora troppo spesso oscurata.

– Ingenerale, moltiplicare le occasioni di affermazione delle lotte con azioni diffuse esercitando quella ”pressione popolare spietata” che molto spesso è risultata vittoriosa in molte lotte.

– Rivendicareche la lotta paga e che se l’Italia non è stata totalmente devastata, lo si deve alle lotte territoriali che hanno coinvolto negli ultimi decenni milioni di cittadini interessati alla salvaguardia del Paese e alla qualità della vita.

Coscienti che si riparte da un grande e spesso sconosciuto bagaglio di socialità, di esperienze, di capacità scientifiche e di autorganizzazione diffusa. Un insieme di alternative che dai territori emergono contro la distruzione dei livelli concreti e formali di democrazia che questo sistema porta con sé.

Consapevoli che nulla è irreversibile e che il nostro” fare e pensare” – il nostro testardo bisogno di cambiare la realtà che opprime – ci permette di dare un senso globale al tempo che viviamo, fuori dalle logiche privatiste ed individualistiche. Ci permette di costruire livelli di socialità e solidarietà nuovi e più duraturi che ci rendono felici come persone e come comunità, al di là delle nostre singole vittorie o sconfitte quotidiane. Più che sognare lontane e futuribili alternative pratichiamo ogni giorno in tutte le nostre azioni il mondo nuovo per cui lottiamo.

I partecipanti vogliono ringraziare Trivelle Zero Marche per aver ben organizzato questo appuntamento che continua il percorso iniziato a Pescara il 24 maggio ed in agosto a Lanciano e che sarà importante per tutte le lotte ambientali in Italia.

Assemblea nazionale per la campagna contro la devastazione e il saccheggio del territorio e dei diritti sociali.

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