immagini della carovana Viva Palestina 5
dalla campagna Palestina Solidarietà
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Siamo tutti clandestini!? venerdì 24 settembre Piazza Mazzini di Falconara
Mentre il Ministro Maroni risolleva la questione del CIE per ogni regione, incassando un diniego tanto perentorio nelle parole quanto fragile nei fatti da parte del Governatore Spacca, mentre la maggioranza cittadina di destra si dichiara in consiglio comunale "ideologicamente favorevole ai CIE", anche nelle Marche, nonchè sostenitrice delle politiche governative in materia di immigrazione, ma scettica nell'ospitarlo in una città come Falconara, già satura di criticità ambientali e non solo, mentre i libici usano le nostre armi ed i nostri mezzi per terrorizzare anche gli italiani, oltre ai migranti in fuga, ci si prepara la secondo clandestino day cittadino.
Il CSOA Kontatto e l'Ambasciata dei Diritti partecipano insieme ad un folto gruppo di associazioni e cittadini alla costruzione dell'evento, che si terrà venerdì 24 settembre dalle 17 in Piazza mazzini ed al Centro Pergoli.
Scarica e diffondi il programma:
Per l'occasione presenteremo:
Proiezione di "C.A.R.A. ITALIA, un film che racconta lo spaesamento dell'arrivo in un paese sempre più inospitale" di Dagmawi Ymer, etiope esule politico in Italia, già autore con Andrea Segre di "Come un uomo sulla terra" con la presenza dei protagonisti del film, Hassan e Abubaker, somali di 20 e 21 anni, premiati con la borsa di studio Ilaria Alpi
Intervista a Dagmawi Yimer sul documentario C.A.R.A. Italia
Info point e presentazione del "III corso gratuito di italiano per migranti" dell'Ambasciata dei Diritti di Falconara
Report della partenza dal Porto di Ancona del "convoglio di aiuti umanitari Viva Palestina 5", che, dopo l'aggressione israeliana alla Freedom Flotilla del maggio scorso, partirà da Londra sabato 18 settembre con l’obiettivo di raggiungere Gaza
Partecipa alla raccolta di fondi e aiuti umanitari anche da Falconara
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Anche il litorale Nord di Ancona rifiuta i rigassificatori, che siano dell'Api o di Gaz de France
A seguito della mozione approvata in regione di diniego alla costruzione del rigassificatore a Portorecanati e di sostanziale rifiuto della politica, o non politica, governativa in materia, ma anche in ragione dell'ambigua posizione sull'eguale progetto di API NovaEnergia, il cui progetto di rigassificatore si accosta a quello delle megacentrali ricomincia la mobilitazione in difesa del territorio, dei beni comuni, del diritto alla salute e alla qualità della vita.
Anche secondo il Sindaco della spiaggia di velluto senigalliese Mangialardi, anch'essa interessata dagli sversamenti della raffineria del 2007, si tratterebbe di "una iattura per il nostro patrimonio ambientale".
“Una delegazione di cittadini, associazioni e comitati che si opporranno all’ ipotesi di costruzione del rigassificatore davanti al sito industriale dell’API di Falconara, è stata ricevuta venerdì 6 agosto dal Sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi. L’incontro, oltre a produrre uno scambio di informazioni è servito a focalizzare una comune visione circa il percorso istituzionale da intraprendere atto a coinvolgere tutte le istituzioni ivi comprese Provincia di Ancona e Regione Marche. Il Comitato ha sottoposto all’attenzione del Sindaco un documento, poi dallo stesso condiviso, attraverso il quale i Sindaci enunciano le concrete motivazioni che ci inducono a considerare pericolosa ed economicamente dannosa l’aggiunta di ulteriori impianti a rischio di incidente rilevante in questa area.“
Falconara, agosto 2010: una delegazione composta da liberi cittadini, rappresentanti del Comitato di quartiere Villanova (Falconara), l’Ondaverde Onlus, CSA Kontatto e Ambasciata dei Diritti ha incontrato venerdì 6 agosto il Sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi. Oggetto della riunione un approfondimento delle tematiche riguardanti l’ipotesi di realizzazione del rigassificatore API a largo di Falconara. L’incontro ha portato alla sottoscrizione congiunta del documento attraverso il quale, i Sindaci contrari all’impianto nei rispettivi Consigli Comunali, esprimeranno decisa opposizione all’ipotesi del rigassificatore. Le ragioni condivise sono molteplici, non solo una questione di impatto ambientale, bensì di sicurezza e di immagine dei luoghi dediti al turismo e alla pesca. Le attuali valutazioni tecniche tendono a trascurare la presenza di altri impianti a rischio di incidente rilevante. La presenza di un rigassificatore aggraverebbe questioni già note e discusse in occasione dell’incidente esplosivo del 1999 e degli sversamenti in mare di questi ultimi anni dato che l’impianto andrebbe ad aggiungersi all’esistente raffineria e centrale termoelettrica IGCC. Il verificarsi di un possibile incidente al rigassificatore potrebbe coinvolgere navi petroliere in transito o ferme in operazioni di scarico dato che la prima isola/pontile API e a soli 11 Km dal punto di attracco delle navi gasiera, con risvolti inimmaginabili. Non sono state inoltre fornite sufficienti spiegazioni e garanzie da parte della società proponente, dai cui elaborati non si evince che siano state prese in esame ipotesi di sversamenti importanti di liquido, che potrebbero derivare da un incidente grave o, magari, da un attentato. Non è stato inoltre preso in esame un piano di emergenza complessivo, nè valutati i costi. Le prescrizioni del CTR indicano che la protezione dei serbatoi della nave gasiera dovranno essere garantite per almeno 30 minuti, un lasso di tempo molto piccolo per intervenire sul posto da ogni dove. Il quantitativo di gas liquido che la nave rigassificatrice sarà destinata a contenere è talmente rilevante da creare preoccupazioni troppo serie ed importanti, che la società proponente sostanzialmente evita di prendere in considerazione. Non trascurabili le conseguenze dell’aumento di interdizione al transito dei natanti. Le sottoscritte associazioni vigileranno affinché superata la fase estiva i Consigli Comunali sviluppino una opposizione istituzionale atta a coinvolgere anche la Provincia di Ancona e la Regione Marche. Occorrono scelte volte a non soffocare l’enorme potenziale turistico ed occupazionale di tutto il litorale, sia a nord che a sud del Conero.
Comitato del quartiere Villanova
L’Ondaverde Onlus
CSA Kontatto
Ambasciata dei Diritti
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Libia: liberare i profughi eritrei deportati nel deserto libico! L'appello alla mobilitazione nazionale di Welcome! Indietro non si torna
(raccolta completa di articoli e contributi sull'argomento in basso)
Nonostante la cortina di ferro eretta dai media italiani incomincia ad infrangersi solo negli ultimissimi giorni, gli appelli degli oltre 250 eritrei rinchiusi nella prigione di Brak, in Libia [qui, qui e qui], ed esposti ad ogni tipo di violenza e al rischio di morte, continuano a raggiungere l’Italia, cercando di risvegliare le nostre coscienze.
Le torture e le violazioni subite da queste persone legittimamente in fuga da guerra e persecuzione non sono un caso isolato. Che la Libia sia un paese non democratico e senza alcun rispetto dei diritti fondamentali della persona umana è una realtà che solo per convenienza e calcolo i governi europei fingono a volte di dimenticare. Quelle torture, quelle violenze, ci raccontano però, soprattutto, della disumanità e dei crimini contro la vita umana di cui i governi italiani degli ultimi anni si sono macchiati delegando alla terra di Gheddafi la gestione di migliaia di profughi, ovvero il potere e l’arbitrio assoluto su migliaia di esseri umani inermi e titolari di diritti fondamentali come quello di chiedere e ottenere asilo politico.
I respingimenti definiti con crudeltà e ipocrisia da Maroni come "una grande vittoria contro l’immigrazione clandestina" sono solo l’ultimo atto di una storia di complicità e ridefinizione di equilibri politici ed economici che ha usato e continua ad usare il corpo vivo dei migranti come moneta di scambio, la vita delle persone come una merce qualunque.
Tutto ciò è avvenuto e sta avvenendo ad opera del governo italiano con un cinismo e un’indifferenza degni dei periodi peggiori del Novecento europeo. Con i respingimenti verso la Libia la classe politica al potere in Italia sta dichiarando a gran voce che la vita umana non vale nulla, specie se si tratta di quella di persone considerate ormai sotto-uomini. I richiedenti asilo come tutti gli altri migranti sono stati stigmatizzati e criminalizzati da leggi come quella sul reato di immigrazione clandestina e da decenni di razzismo istituzionale che ha imbarbarito questo paese e i suoi cittadini.
Restare in silenzio mentre le donne, gli uomini e i bambini respinti dall’Italia stanno morendo in Libia significa rendersi complici di questa vergogna.
Salvare le centinaia di persone che stanno morendo in Libia, anche a causa delle politiche migratorie italiane, significa lottare per i diritti e le libertà di tutti, per il diritto di ognuno di noi di vivere in un paese civile.
Campagna "Welcome! Indietro non si torna"
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#18°25APRILE2025 FALKATRAZ FESTIVAL al Parco Kennedy
#Glomeda news dai CentriSociali delle Marche
#LA NUOVA T-SHIRT DI PER IL CLIMA FUORI DAL FOSSILE
#NoCPR Marche Nè a Falconara nè altrove
#NoG7Salute Ancona not on my body
Ambasciata dei diritti – Marche
CAMPAGNA PER IL CLIMA FUORI DAL FOSSILE
COMUNITA' SOLARI
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI X L'ACQUA BENE COMUNE
TIM_TERRE IN MOTO MARCHE
TRIVELLE ZERO/MARCHE
TRIVELLE ZERO/MARCHE GRUPPO FACEBOOK FALCONARA/BASSA VALLESINA
Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti Taranto
Movimento NoTap
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STOP TTIP
CSA-KONTATTO…il vecchio blog 2006-2012
Scuola di Italiano Penny Wirton Falconara