Anche il litorale Nord di Ancona rifiuta i rigassificatori, che siano dell’Api o di Gaz de France

A seguito della mozione approvata in regione di diniego alla costruzione del rigassificatore a Portorecanati e di sostanziale rifiuto della politica, o non politica, governativa in materia, ma anche in ragione dell’ambigua posizione sull’eguale progetto di API NovaEnergia, il cui progetto di rigassificatore si accosta a quello delle megacentrali ricomincia la mobilitazione in difesa del territorio, dei beni comuni, del diritto alla salute e alla qualità della vita.

x silvio, x goffredo, e x i brachetti

Anche secondo il Sindaco della spiaggia di velluto senigalliese Mangialardi, anch’essa interessata dagli sversamenti della raffineria del 2007, si tratterebbe di “una iattura per il nostro patrimonio ambientale”.

Una delegazione di cittadini, associazioni e comitati che si opporranno all’ ipotesi di costruzione del rigassificatore davanti al sito industriale dell’API di Falconara,  è stata  ricevuta venerdì 6 agosto dal Sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi. L’incontro, oltre a produrre uno scambio di informazioni è servito a focalizzare una comune visione circa il percorso istituzionale da intraprendere atto a coinvolgere tutte le istituzioni ivi comprese Provincia di Ancona e Regione Marche. Il Comitato ha sottoposto all’attenzione del Sindaco un documento, poi dallo stesso condiviso, attraverso il quale i Sindaci enunciano le concrete motivazioni che ci inducono a considerare pericolosa ed economicamente dannosa l’aggiunta di ulteriori impianti a rischio di incidente rilevante in questa area.

Falconara, agosto 2010: una delegazione composta da liberi cittadini, rappresentanti del Comitato di quartiere Villanova (Falconara), l’Ondaverde Onlus, CSA Kontatto e Ambasciata dei Diritti ha incontrato venerdì 6 agosto il Sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi. Oggetto della riunione un approfondimento delle tematiche riguardanti l’ipotesi di realizzazione del rigassificatore API a largo di Falconara. L’incontro ha portato alla sottoscrizione congiunta del documento attraverso il quale, i Sindaci contrari all’impianto nei rispettivi Consigli Comunali, esprimeranno decisa opposizione all’ipotesi del rigassificatore. Le ragioni condivise sono molteplici, non solo una questione di impatto ambientale, bensì di sicurezza e di immagine dei luoghi dediti al turismo e alla pesca. Le attuali valutazioni tecniche tendono a trascurare la presenza di altri impianti a rischio di incidente rilevante. La presenza di un rigassificatore aggraverebbe questioni già note e discusse in occasione dell’incidente esplosivo del 1999 e degli sversamenti in mare di questi ultimi anni dato che l’impianto andrebbe ad aggiungersi all’esistente raffineria e centrale termoelettrica IGCC. Il verificarsi di un possibile incidente al rigassificatore potrebbe coinvolgere navi petroliere in transito o ferme in operazioni di scarico dato che la prima isola/pontile API e a soli 11 Km dal punto di attracco delle navi gasiera, con risvolti inimmaginabili. Non sono state inoltre fornite sufficienti spiegazioni e garanzie da parte della società proponente, dai cui elaborati non si evince che siano state prese in esame ipotesi di sversamenti importanti di liquido, che potrebbero derivare da un incidente grave o, magari, da un attentato. Non è stato inoltre preso in esame un piano di emergenza complessivo, nè valutati i costi. Le prescrizioni del CTR indicano che la protezione dei serbatoi della nave gasiera dovranno essere garantite per almeno 30 minuti, un lasso di tempo molto piccolo per intervenire sul posto da ogni dove. Il quantitativo di gas liquido che la nave rigassificatrice sarà destinata a contenere è talmente rilevante da creare preoccupazioni troppo serie ed importanti, che la società proponente sostanzialmente evita di prendere in considerazione. Non trascurabili le conseguenze dell’aumento di interdizione al transito dei natanti. Le sottoscritte associazioni vigileranno affinché superata la fase estiva i Consigli Comunali sviluppino una opposizione istituzionale atta a coinvolgere anche la Provincia di Ancona e la Regione Marche. Occorrono scelte volte a non soffocare l’enorme potenziale turistico ed occupazionale di tutto il litorale, sia a nord che a sud del Conero.

Comitato del quartiere Villanova
L’Ondaverde Onlus
CSA Kontatto
Ambasciata dei Diritti

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