venerdì 29 luglio "MacheteDancehall"

venerdì 29 luglio
CSOA Kontatto
Machete dancehall con

Peng Peng Family
Special Ketama
Al Capone

special guest Danny Trejo

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Genova2011: uniti contro la crisi-uniti x l'alternativa

21/7/2011 18:00 > 21/7/2011 20:30
Genova 2011 – Uniti contro la crisi, uniti per l'alternativa – Assemblea Rete Italiana per la Giustizia Ambientale e Sociale
22/7/2011 17:00 > 22/7/2011 22:00
Genova 2011 -Uniti contro la crisi, uniti per l'alternativa. Assemblea Pubblica
23/7/2011 15:00 > 23/7/2011 20:30
Genova 2011 -Uniti contro la crisi, uniti per l'alternativa . Piazze tematiche e corteo
Dopo le grandi lotte partite in ottobre da fabbriche e università, dopo le manifestazioni che hanno visto le donne in piazza, numerose come non accadeva da tempo, dopo le brecce aperte nel berlusconismo da Milano e Napoli, e soprattutto dopo lo straordinario risultato referendario, è iniziata una fase storica e politica nella quale, paradossalmente, sono molti e pericolosi i rischi che corre il “cambiamento”. Questo dipende da fattori che possiamo considerare oggettivi: può la “Primavera Italiana” non spaventare la casta della politica che alberga in tutti i gruppi dirigenti dei partiti, compresi quelli di opposizione? Crediamo di no. Aperto definitivamente il periodo terminale del ventennio berlusconiano, nel pieno della crisi neoliberista globale, il contrasto al cambiamento, all’uscita dalla crisi con una nuova idea di società e di eguaglianza, lo fornisce chi vorrebbe sostituire l’alternativa con un semplice cambio di gestione del potere pubblico…
PER TUTTE LE INFO E IL PROGRAMMA UFFICIALE DEL DECENNALE DEL G8 DI GENOVA
visita il sito genova2011.org
ONCE WERE GENOVA….DA PROCESSI G8
Nel corso di questi anni la segreteria legale del Genoa Legal Forum ha prodotto durante i processi memorie e consulenze tecniche sulla ricostruzione dei fatti relativi alle giornate di Genova 2001.
500 ore di filmati, 15000 foto, 18000 tra comunicazioni radio e telefonate (112/113/118), le dirette radiofoniche di Radio GAP e Radio Popolare, ed i tabulati telefonici delle FFOO, hanno permesso di elaborare una cronologia degli eventi secondo per secondo.
Questo dvd contiene un filmato in presa diretta – di circa 40 minuti – sulle fasi più drammatiche del blitz alla scuola Diaz, degli spostamenti dei funzionari PS durante le 2 ore di "perquisizione"
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Acqua bene comune: presidio all'Assemblea dei Soci della Multiservizi spa

Coordinamento Marchigiano dei Movimenti per l'Acqua
Questa mattina 18 luglio una delegazione del Coordinamento Marchigiano Movimenti per l'Acqua si è presentata all'Assemblea dei 46 comuni Soci e la Società Multiservizi spa in quanto, tra i punti all'odg, c'era anche una discussione sullo scenario post-referendum. Esterefatti ed increduli per il dispiegamento di forze dell'ordine presente, è stato chiesto un incontro con i "nostri" sindaci presenti all'assemblea. Dopo una breve contrattazione si è riusciti ad ottenere questo incontro e una parte dei delegati del coordinamento lì presente ha potuto illustrare quali sono i punti ritenuti intoccabili dopo la vittoria dei referendum.
E' stato altresì sottolineato che il Coordinamento Marchigiano Movimenti per l'acqua, radicato in tutti i territori, in quanto promotore dei referendum e "custode" dei milioni di voti che hanno sancito la ripubblicizzazione dell'Acqua non può essere tenuto all'oscuro di quanto si deciderà riguardo alla gestione del servizio idrico nelle Marche.
E' stato chiesto un tavolo tecnico di confronto con i rappresentanti del movimento per l'acqua per illustrare quali possibili strade si possono intraprendere per rispettare la consultazione popolare. Altro punto fondamentale che è stato ribadito è che la discussione, gli orientamenti e le eventuali decisioni su come applicare la nuova normativa determinata dall’esito referendario, deve trovare la naturale collocazione nelle sedi istituzionali, negli organismi rappresentativi attraverso forme di partecipazione più allargate possibili.
I giornalisti presenti hanno chiesto di entrare con la delegazione del movimento per documentare l'incontro e soprattutto i giornalisti Rai, in quanto servizio pubblico,  hanno rimarcato la necessità di documentare questo importantissimo momento di riappropriazione della democrazia partecipativa.
Questa mattina abbiamo conquistato un importante spazio di partecipazione, uno spazio che ci spetta, perchè alla pari dei nostri rappresentanti, la gestione pubblica dell'acqua dovrà essere "riletta e costruita" insieme ai movimenti dell'acqua. E’ necessario, anche, che venga aperta una discussione seria con i nostri rappresentanti istituzionali sulla gravità della presenza di un dispiegamento senza precedenti di forze dell’ordine per contrastare la presenza dei movimenti dell’acqua: un dispiegamento inaccettabile e fuori luogo nel momento in cui i promotori e i VINCITORI del referendum chiedono momenti di confronto con i propri rappresentanti.
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ADE'BASTA! dall'assemblea No Rigassificatori della spiaggia di Falconara di domenica 17 luglio

Tra bandiere e striscioni e sulle note di Caparezza si è tenuta ieri presso uno stabilimento balneare dei bagnini della Falcomar della spiaggia di Falconara Marittima la prima assemblea pubblica del Coordinamento NoRigassificatori. Oltre duecento persone in costume hanno partecipato all'assemblea. Decine di interventi di attivisti, cittadini, bagnanti si sono susseguiti mentre materiale informativo veniva distribuito lungo la spiaggia. Presenti anche alcuni esponenti del locale PD e di altri partiti contrari al rigassificatore, nonchè di delegati sindacali della FIOM della Fincantieri Ancona. Tanti giovani, tante famiglie… (guarda la galleria fotografica a questo link)

Gli interventi hanno difeso la giustezza della contestazione del Consiglio regionale del 6 luglio scorso e analizzato l'accordo tra API e Regione, si sono vagliati gli aspetti legali dei ricorsi già inoltrati da alcuni comitati, da Italia Nostra e da Legambiente e la necessità di un nuovo esposto per bloccate l'iter del procedimento, le possibilità di un referendum locale sulla materia e i prossimi appuntamenti di mobilitazione e sensibilizzazione per l'estate.

Il rigassificatore API oltre ad essere un ecomostro rappresenta una grande speculazione finaziaria: un impianto inutile dal punto di vista energetico, incapace di garantire un'occupazione sicura e stabile e una riconversione del sito sostenibile, nociva per il bene comune e l'interesse generale (la pesca, il turismo, lo sviluppo delle rinnovabili), che si alimenta di contributi pubblici (a prescindere dal suo funzionamento oltre il 70% del ricavato annuale viene garantito deviando risorse dalle nostre bollette…), spartendone una parte con la casta regionale di Spacca (la regione Marche sarà partnership del progetto per un 30% degli utili).

Mentre il "partito degli affari" marchigiani, quella struttura trasversale che va dalla Giunta regionale alla sua opposizione, dall'Api ai rappresentanti della ritrovata unità sindacale, e comprende anche i grandi media ufficiali, assomiglia sempre più alla casta nazionale che vota unanimemente una finanziaria di lacrime e sangue per tutti, salvo la riproduzione degli sprechi e dei privilegi (la Tav, i cip6 per i petrolieri e i loro compari, il peso parassitario della burocrazia politica).

L'assemblea si è conclusa ricordando una citazione di una sentenza del Consiglio di Stato del lontano 2003, che richiama uno dei prossimi imprescindibili obiettivi del movimento: "La Regione Marche non ha ancora sottoscritto l’Accordo di Programma con lo Stato per il trasferimento delle competenze che gli conferirebbero la possibilità di sanzionare qualsiasi industria a rischio di incidente rilevante che non rispetti la normativa sulla sicurezza del Decreto Seveso (334/99), e dunque anche API raffineria.

Questa gravissima inadempienza getta un’ombra sconcertante su 8 anni di inadempienza della Regione Marche che ha reso mero esercizio di stile una parte delle prescrizioni e dei “provvedimenti consequenziali” del Decreto Regionale di Rinnovo della concessione alla raffinazione all’API del giugno 2003.

Non è responsabile stipulare un nuovo Accordo per un altro impianto a rischio di incidente rilevante quando dopo 8 anni non si è ancora stipulato quello con lo Stato che interessa la sicurezza di lavoratori e cittadini per gli impianti esistenti." Il Governatore Spacca resta tutt'ora inadempiente". Adè Basta!

Segui e approfondisci la vicenda su:

www.falkatraz.noblogs.org

www.comitati-cittadini.org

www.rigassificatorenograzie.com

sul social network di facebook: gruppo no rigassificatore di ancona

 

dalla rubrica DEMOCRAZIAKMZERO de il manifesto del 14/072011

Falling seas. A Falconara
di Pierluigi Sullo

 

Da vecchio amante della fantascienza, mi sono precipitato a guardare le prime due puntate di «Falling skies» (cieli che precipitano), la miniserie targata Steven Spielberg. Noiosa, patriottarda. Però mi ha fatto riflettere: e se gli alieni fossero già tra noi umani? Credo sia la percezione che hanno, del tunnel di oltre 50 chilometri, i valsusini. O, per altri versi, i cittadini di Parma alle prese con i replicanti locali delle bande di malfattori che hanno preso possesso governo, che rubano perfino sulle fioriere, per non parlare dell'inceneritore in progetto: infatti i parmigiani si indignano. C'è qualcosa di oltre-umano, nella cosa chiamata «sviluppo». Gli indignati infatti si moltiplicano. Ad Ancona, la scorsa settimana, centinaia di brave persone hanno rotto l'argine che tiene il consiglio regionale ben separato dalla cittadinanza. Una volta le istituzioni tendevano ad essere inaccessibili, ora sono assediate e i loro occupanti gettano olio bollente o manganellate o gas Cs (scaduto, perché bisogna tagliare i costi) sugli assedianti. Quelle brave persone sono di Ancona e di Falconara soprattutto, che stanno assistendo increduli – e molto arrabbiati – a un film di fantascienza intitolato «Falling seas». Nel loro mare si vuole costruire un mostro, un alieno, chiamato rigassificatore. A 13 chilometri da Ancona e 16 dalla costa di Falconara (che da decenni fa la resistenza, proprio come il bravo insegnante del film di Spielberg, contro un altro mostro, la raffineria dell'Api). Dice: non avete voluto il nucleare, quindi l'energia da qualche altra parte bisogna pur prenderla. Già, peccato che il piano energetico marchigiano non contemplasse nulla di tutto questo, visto che di energia ce n'è in abbondanza e che, soprattutto, si voleva produrla da fonti rinnovabili. Però l'Api, sempre lei, vuole fare un affaruccio, e la giunta regionale (Pd più Udc, organismo geneticamente modificato grazie allo scienziato pazzo D'Alema) subito aderisce. Bene, il rigassificatore-alieno serve a riportare allo stato gassoso il Gnl (gas naturale liquefatto) trasportato su navi a meno 161 gradi (sì, avete letto bene). Per riscaldare il gas liquefatto occorre usare l'acqua di mare, aspirata violentemente con le pompe (insieme ai pesci, va da sé) e rigettata in mare a meno 6 gradi (così Findus non dovrà più surgelare i suoi famosi bastoncini). Quanta acqua? Attenti alla cifra: 16 milioni e 400 mila litri ogni ora, necessari per trattare i 150 mila metri cubi di gas che le navi scaricheranno 41 volte ogni anno. In più, l'acqua rigettata in mare conterrà sostanze tossiche: gli scarichi clorati emessi ogni giorno dalla nave rigassificatrice equivalgono alla somma di quelli emessi da tutti gli abitanti delle Marche. Tra le sostanze, ipoclorito di sodio: la comune varechina contiene questa roba al cinque per cento. In un anno, dovrebbero transitare dal rigassificatore, quattro miliardi di metri cubi, aumentabili fino a otto. D'accordo, le cifre vi hanno annoiato. I marchigiani invece non si annoiano, come i valsusini non si annoiano studiando i flussi di merci che transitano dalle loro parti. Si sta escogitando un modo per abbattere i mostri, sconfiggere gli alieni. Ci vuole pazienza.

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