Raffineria di Falconara: carburante per genocidio e devastazione

Raffineria di Falconara: carburante per genocidio e devastazione, di Linda Maggiori su L’Indipendente.
Linda negli anni si è conquistata la nostra fiducia seguendo da vicino tante scadenze della lunga lotta di #fermiamoildisastroambientale e ad ora e’ una delle firme più autorevoli nel criticare l’economia di guerra e le politiche di riarmo.
Bastava fare 2+2 ma la semplicità è difficile a farsi…

Del resto tutto è ri-cominciato nell’ormai lontano ottobre 2023: in centinaia davanti la raffineria Api per contestare la loro cerimonia per i 90 anni di ecocidio “insieme sulla stessa strada” e chiedere a gran voce il rinvio a giudizio dopo la chiusura dell’indagine “oro nero” per disastro ambientale ed altri reati. Nel contempo in Medioriente la mattanza di Hamas dava il là alla più grande operazione di genocidio in mondovisione che memorabilmente potremo raccontare ai nostri posteri. Guerra multipolare e crisi climatica globale permettendo.


Ora in questo mondo sempre più capovolto è curioso che da maggio scorso siamo stati proprio noi a rendere pubblica la notizia della vendita dell’intero comparto Api/Ip alla multinazionale di stato azera Socar, nel silenzio generalizzato e interessato (che si è capito sia una storia già scritta e decisa in qualche segreta stanza della post-democrazia de noialtri) del mondo politico, dei rappresentanti istituzionali ad ogni livello, della comunicazione mainstream, dei sindacati di categoria.

Ma così è successo e assemblea dopo assemblea, manifestazione dopo manifestazione stiamo costruendo, condividendo, allargando, la proposta credibile e radicale che debba essere attivato il Golden power con una prescrizione ben chiara e netta su tutte: che una o entrambe le parti contraenti la vendita di Api-IP devono impegnarsi nell'attivazione di un fondo a garanzia delle bonifiche del sito e delle aree limitrofe, come dei monitoraggi delle emissioni convogliate e fuggitive.
E mentre dall’altra parte del mondo si costituisce il Board of peace per terminare il genocidio e profittare della ricostruzione dopo la tabula rasa di Gaza, in questo sito Sin è in corso dal 2023 un procedimento ministeriale di riesame nei confronti della raffineria Api perché le misure di bonifica da messa in sicurezza operativa (MISO) del sito, cui la raffineria è obbligata per Decreto Ministeriale dal 2014 non sono ritenute sufficienti e adeguate. Non (solo) da noi, ma da atti formali del governo in carica. Questo attesta la gravità della compromissione quasi irreversibile di tutte le matrici ambientali in questo territorio, aria, acque marine e di falda, suolo e sottosuolo, insomma uno scenario di disastro ambientale perdurante che attenta alla sicurezza e salute pubblica.
Vi invitiamo a leggere e diffondere questo primo capitolo di inchiesta di Linda Maggiori, e a sostenere la libera informazione de L’Indipendente, e vi aspettiamo alla prossima assemblea generale di #fermiamoildisastroambientale per annunciare una nuova grande protesta che avrà bisogno della forza di tutte e tutti.

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