Cronache di un disastro ambientale

Un testo quello di Mattia Vignati che colma un’assenza, di cui sentivamo l’urgenza.

Non è scontato ripercorrere in sintesi tutti o quasi i nodi cruciali di questa vicenda decennale, di questa “anomalia nel panorama marchigiano”.

Forse serviva proprio uno sguardo esterno eppur partecipe, che non cade in una comoda neutralità di facciata, ma sa cogliere anche i limiti e le possibilità che possono dischiudersi, oppure no.

Queste parole sollecitano e interrogano tutte e tutti, dagli attivisti e i sostenitori del movimento, ai lavoratori, agli attori politici, sindacali e istituzionali, fino a tutto quello che c’è in mezzo e abita questa zona di sacrificio, già impantanata dentro le conseguenze quotidiane del disastro ambientale, a rischio di un prossimo futuro segnato dagli effetti di una “deindustrializzazione nociva”.

Ci fa anche molto piacere che in forma più sintetica rispetto all’interezza del testo e delle interviste sul campo, questo lavoro sia pubblicato nel sito leparoleelecose che in questi anni ha saputo mettersi in evidenza per l’originalità delle riflessioni promosse specie nel campo ambientale, o meglio delle “ecologie della trasformazione”.

Ci piace pensare che queste “cronache di un disastro ambientale” non si fermino ad un momento episodico, un testo chiuso e finito, ma rappresentino invece una leva che, sospinta da molti, possa ampliare e continuare la riflessione anche in momenti assembleari, collettivi e partecipati, come siamo soliti fare, ma che non bastano mai…

 

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