MERCOLEDI' 7 DICEMBRE CONTEST BEAT BOX CON ALIEN DEE AL CSOA KONTATTO

Live:
SISTEMA NERVOSO presentazione di "PEGGIO DEGLI ALTRI" nuovo album     (GUARDA IL VIDEO GIRATO A FALKATRAZ E AL CSOA KONTATTO)                                +
ZENG-MC
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ALIEN DEE Campione Nazionale di BeatBox
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Beatbox Contest
IN GARA:
Matteo De Luca Noise+Giuseppe BigSmo+Enrico Bonezzi (Ghigno)+Vittoria 'Winka' Montanari (Winka Beatbox)+Enrico Syntex Colombari+Melo Monkeybeat Alpha+Blasta K from Macerata+Beatboxer sopra i pantaloni+Alessandro Trikkio Tricarico+Skyl BeatBox+Agn
SCONTRO AD ELIMINAZIONE DIRETTA …ELIMINATORIE – QUARTI – SEMIFINALI – FINALE – VINCITORE
ognuno si presenti con una sua esibizione corta in beatbox,
che faccia capire bene le proprie potenzialità.
in caso di passaggio del turno ci si esibisce di nuovo, fino alla finale.

in giuria: IL CAMPIONE ITALIANO ALIEN DEE

A seguire:
Dancehall Night with PENG PENG FAMILY & SPECIAL KETAMA SOUND

SALA DUBRUZ:
Sciamana&Dome Selekta;
Roby Selekta
roots_dub_stepper_foundation_ska_rocksteady

Csoa Kontatto__Falconara m.ma, Via Poiole 1

QUI L'EVENTO SU FACCIALIBRO

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Diritto di scelta – Petizione per il rilascio di un titolo di soggiorno ai richiedenti asilo provenienti dalla Libia

Sottoscrivete l’appello, diffondetelo. Mobilitiamoci in ogni città

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Sono approdati sulle nostre coste durante il conflitto in Libia, per fuggire alle violenze o perché costretti ad imbarcarsi su pericolose carrette dalle milizie di Gheddafi.
Oltre 25.000 richiedenti asilo sono ospitati all’interno del Piano di Accoglienza affidato dal Governo alla Protezione Civile.
Centinaia di enti in tutta Italia, con modalità e standard disomogenei, stanno provvedendo alla loro ospitalità al di fuori del circuito del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Ma ogni sforzo, ogni risorsa messa a disposizione, ogni percorso di inserimento, rischiano di risultare vani senza la garanzia di un futuro, senza la prospettiva di un titolo di soggiorno che permetta loro di scegliere se stare o ripartire, se tornare in Libia o al proprio paese d’origine.
Pur provenendo dalla Libia, sono nati in Somalia, in Eritrea, in Ghana, in Nigeria, nel Mali, nel Ciad, in Sudan, in Costa d’Avorio, in Bangladesh o in Pakistan, per questo rischiano di vedere rigettata la loro domanda d’asilo dalle commissioni territoriali che già stanno procedendo al diniego nella stragrande maggioranza dei casi.
I ricorsi, molto onerosi, non saranno comunque in molti casi sufficienti, così, dopo aver subito la violenza delle torture libiche o la minaccia dei bombardamenti, il destino di migliaia di persone rischia di essere l’irregolarità.

Non possiamo permettere che nelle nostre città, nei quartieri e nelle strade che abitiamo, sia ancora una volta alimentato lo spazio d’ombra della clandestinità, consegnando migliaia di donne e uomini allo sfruttamento o ai circuiti della criminalità.

Per questo, chiediamo l’’immediato rilascio di un titolo di soggiorno umanitario attraverso l’istituzione della protezione temporanea (art 20 TU) o le altre forme previste dall’ordinamento giuridico.
Una questione di dignità, di democrazia e di giustizia.

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IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA PER L’ACQUA. I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA

IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA PER L’ACQUA. I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA

PER IL RISPETTO DELL'ESITO REFERENDARIO, PER UN'USCITA ALTERNATIVA DALLA CRISI

Roma, ore 14.00 – Piazza della Repubblica

Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l'uscita dell'acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.

Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.

E un futuro diverso per tutte e tutti.

Promuove: Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

LEGGI L'APPELLO

GUARDA LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE

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Rifkin, Spacca e i No rigassificatori…

Ieri lunedì 14 novembre nell'Aula Magna della Facoltà di Ingegneria di Ancona i riflettori erano puntati sulla prolusione di Jeremy Rifkin, l'economista della Terza Rivoluzione Industriale, ricercatore pionieristico delle biotecnologie e della green economy, l'autore de "La fine del lavoro" e "La civiltà dell'Empatia" tra gli altri. Ad accoglierlo, tra i tanti correlatori, doveva esserci il Presidente della Regione Spacca, che ha snobbato l'appuntamento. Presenti invece i "No rigassificatori" che hanno esposto striscioni e bandiere, e preso parola. In effetti la presenza di Spacca, avrebbe stonato con il senso dell'iniziativa. Attenderemo altre inevitabili occasioni di confronto…L'economista di fama internazionale, applaudito dal pubblico, ha biasimato le politiche di austerity italiane, la deriva tecnocratica del nascente governo Monti, esponendo invece la necessità di un cambiamento globale e locale del modello produttivo ed energetico in favore della green economy e della democrazia energetica…sottoscriviamo!

 

Dal Corriere Adriatico

L’economista americano ospite di Assam e Fondazione Univerde propone il modello a rete di Internet

Rifkin: green economy per la ripresa

Ancona “La terza rivoluzione industriale è l’unica via percorribile per preservare la specie umana dall’estinzione”. E’ catastrofico ma risoluto l’economista americano Jeremy Rifkin intervenuto ieri nell’aula magna di ingegneria ad Ancona per un convegno su energia e agricoltura organizzato dall’Assam, rappresentata per l’occasione dal suo amministratore Gianluca Carrabs. C’erano anche il presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecorario Scanio, il sindaco di Ancona Fiorello Gramillano, il preside della Facoltà di Ingegneria, Giovanni Latini, il direttore del quotidiano “Terra”, Luca Bonaccorsi, la presidente della Rees Marche, Katya Mastantuono, il vicepresidente dell’Aniem Marche, Francesco Caprioli. Assente Spacca, ha preso parte all’evento anche Roberto Oreficini, direttore dell’Arpam. Durante il convegno sono comparsi cartelli e striscioni del coordinamento contro il nuovo rigassificatore dell’Api di Falconara.

La tesi di partenza dell’economista e saggista statunitense è nota: il modello di sviluppo attuale basato sulle energie fossili non è più sostenibile. La green economy è la strada che l’economista suggerisce anche al primo ministro incaricato Mario Monti. “Se l’incremento del prezzo del petrolio – ha ricordato lo scrittore – ha dato una tregua nel 2009, dopo i picchi dell’anno prima, con la ripresa del 2010 esso ha ricominciato a crescere. Questo potrà dar luogo ad una nuova crisi economica e finanziaria che potrà determinare un’ulteriore, momentanea, ridiscesa dei prezzi. E così via, in cicli ravvicinati di non più di 4 anni”. Tutto ciò perché la risorsa è scarsa e sempre più costosa nel reperimento e trasporto. A ciò si aggiunga lo straordinario aumento della domanda di greggio dovuto all’ingresso dei Paesi emergenti. Ai disastri economici devono aggiungersi quelli ecologici con i cambiamenti climatici dovuti all’aumento della Co2 in atmosfera, la progressiva diminuzione della risorsa idrica e la morte per fame in molte zone del mondo.

La soluzione a questo fosco quadro è secondo Rifkin nel “giardino di casa”. O meglio nell’energia che vi possiamo trovare :“dal sole, al vento, alla geotermia, fino alle biomasse o ai rifiuti”. Il modello cui ispirarsi è quello a rete di Internet. “Ci sono quasi 200 milioni di edifici in Europa: ebbene ognuno di quelli deve diventare un piccolo centro di produzione energetica”. Tutto ciò eliminerebbe i problemi di trasporto dell’energia e dell’inquinamento dovuto alla produzione centralizzata che caratterizza le fonti fossili e il nucleare. Rifikin, consulente di molti politici in Europa, ha già licenziato un piano energetico decennale per Roma che consentirà, a fronte di investimenti anni di 500 milioni di euro, risparmi per 1600.

Ovviamente l’agricoltura gioca un ruolo centrale in tutto ciò e le Marche in questo non sono certo all’anno zero. Lo ha ricordato anche il direttore dell’Assam Gianluca Carrabs per il quale “dopo le innovazioni in campo normativo, l’impresa agricola può dedicarsi anche alla produzione di energia”. A parte le esperienze già acquisite, presto sperimenteremo sul nostro territorio, “un nuovo tipo di impianto eolico, progettato da Renzo Piano, assai meno impattante sul paesaggio e in grado di sfruttare i venti più deboli”.

Secondo Alfonso Pecoraro Scanio “le Marche, con il loro tessuto di piccole imprese, rappresentano il contesto ideale per generazione diffusa di energia. E’ per questo che siamo partiti di qui con la diffusione dei ‘Green Economy Forum’, un movimento dal basso che cambierà il nostro modo di vivere e produrre”.

“L’autodeterminazione dei territori e la fine del profitto quale unico orizzonte dell’economia, compresa quella verde” è la principale preoccupazione della presidente della Rete di Economia Solidale marchigiana Katya Mastantuono mentre per Francesco Caprioli, vicepresidente di Aniem Marche, (che raduna le imprese edili regionali) “costruire case ad alta efficienza energetica è nel desiderio della categoria, ma è tendenza che deve prima di tutto nascere dalla cultura diffusa nella committenza”.

Il servizio della rete locale éTV Marche

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