6ottobre nasce LAB EFFE

labfLAB F. Laboratorio di progettazione partecipata per il recupero e la valorizzazione dei
beni comuni di Falconara.
LAB F. Laboratorio di progettazione partecipata per il recupero e la valorizzazione dei beni comuni di Falconara. LAB EFFE è un laboratorio tecnico e creativo di progettazione partecipata che avrà come primo obiettivo quello di restituire spazi di libera aggregazione alla collettività, creando contenitori artistici e culturali ed intercettando progetti, energie e desideri provenienti dal territorio…immaginiamo e sperimentiamo insieme un differente modello di sviluppo del territorio, sostenibile ed eco-compatibile, che crei nuove opportunità dando risposte concrete ai bisogni delle persone e della comunità locale

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19 OTTOBRE SOLLEVAZIONE GENERALE

L'austerithy è una delle componenti della perdita di significato dell'esistenza di ognuno.

E' evidente che solo " i pochi " possono trarre vantaggio dalle sofferenze economiche alle quali sottopongono " i molti ".

A quali poteri e a quali potenti risulta utile il tipo d'essere umano immiserito e spaventato di questa crisi?

Una persona priva di abitazione, condannata ad un sentimento di impotenza e di inutilità è sicuramente più pronta a vendere la sua opera di lavoratore o lavoratrice ad un prezzo infimo.

Questa è la politica economica dello Stato italiano da quasi 30 anni: Tagli alla spesa pubblica e sfruttamento del lavoro semischiavile dei profughi senza diritti per aumentare l'insicurezza sociale e ribassare il costo del lavoro di tutti i cittadini e gli stranieri.

A chi giova tutto ciò se non ad un'imprenditoria vorace ed incapace di innovare ma capacissima di accumulare fortune estere con l'evasione?

Ma i potenti ti chiedono qualcosa di più, vogliono che tu diventi il guardiano del tuo sfruttamento, esigono che tu percepisca gli immigrati come problema sociale esigono che sia tu a discriminare i profughi così che per essi sia impossibile rivendicare alcun diritto.

Chi crea le premesse per questa lotta tra gli esseri umani disperati e poveri ? A vantaggio di chi tutto ciò avviene ?

Ebbene, le premesse della discriminazione sono scientemente create dallo Stato e solo i padroni, innanzitutto quelli delle industrie, possono ricavarne profitto: non è forse lo Stato italiano che, ad esempio, nega alle scuole i finanziamenti per le mense gratuite per gli alunni?

Non conoscono forse i governanti il palese risultato di questa e di mille analoghe e più gravi norme e misure discriminatorie?

Ovviamente il risultato è la guerra tra poveri e la negazione dei diritti dei più sfruttati da parte di chi lo è appena meno.

Infatti un'immigrato senza diritti di alcun tipo è un lavoratore semi-schiavo ideale per gli agrari e gli industriali; il costo del suo lavoro è il più basso possibile e tale è destinato a rimanere finchè l'immigrato in questione non potrà godere di diritti minimi, consumare e vedere così rivalutata la propria esistenza e la propria opera agli occhi degli sfruttatori "datori di lavoro".

E' necessario sottolineare che il mondo del lavoro è un mondo di gerarchie, quindi, se si abbassa il salario dei lavoratori di grado minore (i profughi) simile sorte occorrerà anche a quello degl italiani che svolgono mansioni ritenute, dai padroni, di poco "più elevate".

Così chi si batte per discriminare i migranti, oltre che razzista, opera per l'interesse dei potenti e contro il suo personale. Opera per esser meglio sfruttato.

Tutto ciò mette in luce la natura parassitaria del sistema produttivo italiano, legato alle mafie a doppio filo: sono le mafie che riforniscono fabbriche e latifondi di operai stranieri profughi e sono ancora le mafie che smaltiscono illegalmente i rifiuti industriali del nord nelle terre meridionali.

Inoltre, chi detiene il potere giustifica la sitematica menomazione dei servizi pubblici con la riduzione degli sprechi, addossandone la colpa alle inefficienze dell'amministrazione statale. In realtà tali sprechi sono sopratutto dovuti al fiume di denaro che ogni anno i politici devolvono alle mafie sotto forma di appalti pilotati e gravati da ingenti sovrafatturazioni.

Lo ribadiamo: quei soldi che i politici donano alle mafie "bisognose" sono pubblici, cioè dovuti alle fatiche di tutti i contribuenti.

In sintesi, maggiore è il disagio sociale, minore è il costo della mano d'opera; così,dalle sofferenze delle masse, lo Sstato ed i potenti, leviatanici parassiti, traggono profitto.

In tempo di "crisi" economica molte sono le industrie e le attività di ogni genere che falliscono e quindi moltissimi sono coloro che si trovano senza un lavoro, senza alcun reddito econseguentemente saranno disposti ad accettare un impiego per qualsiasi cifra e ad ogni condizione.

La necessaria conseguenza di tutto ciò è un crescente numero di persone che si vede,col reddito, privata della possibilità di esercitare quelli che debbono considerarsi diritti INALIENABILI, a partire dal DIRITTO ALL'ABITAZIONE.I molti vedono dunque il loro diritto all'esistenza violato.

Questo è immondo ed intollerabile. Nessuno può pretendere che un essere umano muoia di freddo e stenti accettando la sua sorte. Esigiamo che l'occupazione di immobili sfitti per più di 6 mesi sia legalizzata.

Leggi simili sono presenti ad esempio in Gran Bretagna.

Siamo certi che i numerosi alloggi, oggi sfitti, che un pò ovunque vari palazzinari hanno edificato, potranno soddisfare le esigenze di tutti senza distinzioni di etnia, nazionalità e cittadinanza.

ANONYMOUS RIVENDICA CON FORZA IL DIRITTO ALL'ESISTENZA PER OGNI ESSERE UMANO. Chiunque esista ha diritto alla casa, al reddito, ad un'istruzione completa in ogni grado, all'assistenza sanitaria gratuita,all'espressione ed al dissenso.

Quindi ognuno ha diritto di esistere e di prendersi cura della cosa pubblica, a partire dall'area in cui vive.

Per questo, è necessario che le circoscrizioni (o municipi) siano aboliti.

Al posto delle riunioni dei "parlamentari di quartiere" si terranno assemblee in cui tutti quelli che abitano nel quartiere potranno decidere delle più svariate questioni, ma soprattutto in merito ad urbanistica, alloggi, gestione del territorio.

Per ogni riunione,ogni cittadino del quartiere dovrebbe essere retribuito con un "gettone di presenza" di 50 euro,come avviene oggi per i politici partecipanti alle assemblee della circoscrizione (o municipio).

Vogliamo che le assemblee di circoscrizione garantiscano un reddito minimo di 100 euro ad ogni abitante dell'area; avidi parassiti industriali produttori di cianfrusaglie, ciò in qualche modo conviene anche a voi,infatti, senza reddito,chi potrà mai comprare le vostre chincaglierie? Il principio sopracitato vale anche per le aree incontaminate:chi vi abita ha diritto a tutelarle e preservarle.

Anonymous si oppone risolutamente alle plurime devastazioni ambientali che ,in talia,distruggono la natura: ILVA di Taranto, rigassificatori offshore (es. Livorno e Gioa Tauro),TAv in Val Susa, MOUS a Niscemi, basi militari, termovalorizzatori e altri orrori.

Padroni,potenti, volete ridure i più a massa di manovra di infimo costo,pronta a discriminare il prossimo,incapace di decider davvero del proprio futuro ma tanto ottusa da applaudire alla vostra rappresentazione del mondo che vi dipinge fautori di ogni libertà; ma chi davvero sarà libero in uno Stato dove esiston ben 2 tipi di campi di concentramento? Non ignoriamo infatti che i C.I.E. per immigrati altro non sono, e natura non diversa hanno i "manicomi criminali", dove chiunque può esser internato senza aver commesso alcun crimine per un tempo indefinitamente lungo.

Potenti,politici, maledette le vostra torture, i vostri campi di reclusione, le vostre autorità, indegne d'esser riconosciute, la vostra austherity fatta sfruttamento e paura!

We are Anonymous We are legion We do not forgive We do not forget Expect us

IL REPORT DELLA MANIFESTAZIONE SU GLOBAL PROJECT

LIBERI TUTTI DI PAOLO COGNINI

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14settembre BIG REGGAE DANCEHALL RAGGAMUFFIN NITE

SABATO 14 SETTEMBRE CSOA KONTATTO 20th BDAY BASH
BIG REGGAE DANCEHALL RAGGAMUFFIN NITE WITH

HOTTA FAYA & AL CAPONE+CENTRALE SOUND+DABADUB SOUND+JUNIOR SPREA+CAMMELLO & OLD CITY CREW

MASSIVE THIS IS THE REAL DEAL..NAH MISS IT!!
BIG UP THE PLACE WHE MI COME FROM..CAUSE IT NICE AGAIN!

DANCEHsettembre

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L’ACQUA E’ UN DIRITTO: BASTA DISTACCHI, BASTA PROFITTI !!

L’ACQUA E’ UN DIRITTO: BASTA DISTACCHI, BASTA PROFITTI !!
Il Comitato Acqua Bene Comune della provincia di Ancona denuncia la privazione del diritto umano all’acqua, per mano del gestore del servizio idrico Multiservizi SpA, nel colpevole silenzio di quasi tutte le giunte comunali. Come denunciato nei mesi scorsi dalla stampa e dal Comitato, i numeri dei distacchi delle forniture idriche domestiche per morosità nei 45 Comuni serviti da Multiservizi SpA sono drammatici. Nel solo 2012 sono stati eseguiti oltre 2.800 distacchi, di cui ben 1.000 nel Comune capoluogo, circa 300 a Falconara e Jesi, 200 a Fabriano e Senigallia, mentre i restanti sono più o meno distribuiti nei rimanenti Comuni (fonte: AATO 2). Questo, in relazione alla popolazione residente, si traduce ad Ancona (tra i Comuni più colpiti) in 1 distacco ogni 100 abitanti e in 1 distacco ogni 48 famiglie.

A questi dati, già terribili, vanno aggiunte le numerose richieste di rateizzazione dei pagamenti e le oltre 2.500 richieste di tariffe agevolate, previste per chi ha un reddito annuo inferiore ai 7.000 € (fonte: Corriere Adriatico), che dimostrano la crescente difficoltà nell’accedere al servizio di erogazione dell’acqua.

La sofferenza espressa da questi numeri rende evidente la concretezza della battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico, che deve essere sottratto alle logiche di mercato e di speculazione. Ribadiamo che la gestione di un bene comune come l’acqua deve essere affidata ad un’azienda speciale e non ad un’azienda di diritto privato come una SpA. Con la crisi economica e sociale che colpisce duramente le fasce più deboli, le “morosità” nascondono sempre più spesso una condizione di disagio economico alla quale è inaccettabile rispondere negando un diritto umano.

Osserviamo sgomenti il comportamento dei Comuni che da una parte, in qualità di soci di Multiservizi SpA, assistono silenziosi all’odiosa pratica dei distacchi delle forniture idriche ai cittadini morosi e dall’altra, attraverso servizi sociali limitati, cercano di tamponare l’emergenza, senza risparmiare però mortificazioni, disagi e disparità tra i cittadini dei diversi Comuni. Parte del problema è dovuta a un sistema di calcolo delle tariffe che non tiene conto in alcun modo né del reddito, né della composizione del nucleo familiare, penalizzando oltremodo le famiglie numerose e in difficoltà.

Ai cittadini che soffrono di questa ingiustizia ricordiamo che, dopo la vittoria referendaria, nel calcolo delle tariffe non avrebbe dovuto essere più computata la quota di remunerazione del capitale investito e che, di conseguenza, tutti i cittadini sono in credito con la società di gestione.

Al contrario, nel silenzio di quasi tutti i sindaci dell’area AATO 2, la Multiservizi SpA ha continuato a pretendere in bolletta una somma che non le spettava fin dal lontano 21 luglio 2011.

CHIEDIAMO PERTANTO AI SINDACI DEI COMUNI SOCI DI MULTISERVIZI SPA E SOCI DELL’ATO:

di assumersi le proprie responsabilità, anche in qualità di responsabili della salute e dell’igiene pubblica, lavorando da subito per apportare le necessarie modifiche ai regolamenti del servizio;
di valutare uno stop provvisorio all’odiosa pratica dei distacchi, in attesa di dotarsi degli strumenti in grado di rendere più equa la tariffa;
di approvare un nuovo piano tariffario in grado non solo di garantire la sostenibilità della gestione del servizio idrico integrato, ma di assicurare i principi di equità, giustizia e diritto di accesso alla risorsa; il tutto – ovviamente – nel rispetto dell’esito referendario.

Questi obiettivi si possono e si devono raggiungere, ridisegnando le fasce tariffarie in modo da tener conto del numero di persone collegate all’utenza domestica. Nel rispetto della dignità anche dei più indigenti richiediamo anche di garantire 50 litri al giorno gratuiti per abitante (come definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità), non rinunciabili in nessun caso, caricando le tariffe per le fasce di consumo più elevate in modo da garantire la sostenibilità della gestione. 27 milioni di cittadini, tra cui tantissimi anconetani, hanno dichiarato con il voto referendario di giugno 2011 che l'acqua non è una merce e che su questa non si devono fare profitti. Il voto popolare attende ancora di essere applicato. A due anni dal referendum, la battaglia per il diritto all’acqua pubblica prosegue.

"Non dimentichiamo che dietro al pubblico ci sono i diritti fondamentali delle persone" Stefano Rodotà.

SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA
Comitato Acqua Bene Comune – Provincia di Ancona Mail: comitatoacquabenecomuneancona@gmail.com

COMUNE

DISTACCHI UTENZE DOMESTICHE
AGUGLIANO

25
ANCONA

998
ARCEVIA

17
BARBARA

6
BELVEDERE OSTRENSE

10
CAMERANO

36
CAMERATA PICENA

10
CASTELBELLINO

33
CASTELCOLONNA

3
CASTELLEONE DI SUASA

9
CASTELPLANIO

14
CERRETO D'ESI

43
CHIARAVALLE

76
CORINALDO

20
CUPRAMONTANA

24
ESANATOGLIA

4
FABRIANO

206
FALCONARA

300
GENGA

14
JESI

310
MAIOLATI SPONTINI

31
MATELICA

55
MERGO

3
MONSANO

9
MONTE ROBERTO

31
MONTE SAN VITO

38
MONTECAROTTO

5
MONTEMARCIANO

58
MONTERADO

18
MORRO D'ALBA

10
OFFAGNA

7
OSTRA

27
OSTRA VETERE

10
POGGIO SAN MARCELLO

2
POLVERIGI

20
RIPE

20
ROSORA

12
SAN MARCELLO

10
SAN PAOLO DI JESI

4
SANTA MARIA NUOVA

17
SASSOFERRATO

33
SENIGALLIA

202
SERRA DE' CONTI

8
SERRA SAN QUIRICO

8
STAFFOLO

12
TOTALE

2.808

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