ASSEMBLEA TERRITORIALE ORGANIZZATIVA verso il blocco del porto di Ancona in solidarietà con la #GlobalSumudFlotilla

Dalla partecipatissima assemblea di giovedì sera a Genova è stato lanciato lo sciopero generale ed il blocco del Paese contro il genocidio a Gaza per il 22 settembre.
All’appello del Calp stanno rispondendo le città e i porti del Mar Mediterraneo e Adriatico. 
Nelle Marche rilanciamo per quella data il blocco del porto di Ancona. ASSEMBLEE TERRITORIALI ORGANIZZATIVE

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#GlobalSumudFLotilla Blocchiamo il porto di Ancona

Un appello dei Centri Sociali delle Marche

Sono 64231 i palestinesi uccisi, 161583 i feriti, stando ai soli dati accertati, da ottobre 2023
2356 sono stati assassinati mentre tentavano di procurarsi del cibo
370 i morti per fame
500000 persone stanno soffrendo della devastante carestia a Gaza
248 i giornalisti uccisi, almeno 1400 gli operatori sanitari
Più di 42000 sono gli sfollati a seguito delle demolizioni nella Cisgiordania occupata (*)

Il genocidio perpetrato dallo stato illegittimo di Israele prosegue in questi giorni con i bombardamenti a Gaza City e nel nord della Striscia, dove le forze della resistenza si oppongono con tenacia a qualsiasi tentativo di avanzata dell’esercito sionista occupante.

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Italia partner del genocidio. Intervista a Linda Maggiori

Sulle inchieste relative al traffico di armi – e materiale per esplosivi – fra Italia e Israele apparse su Altreconomia. A seguito di queste, l’autrice é stata oggetto di intimidazioni sioniste

É stata presentata la scorsa settimana l’ultima inchiesta realizzata dalla redazione di Altreconomia sul traffico di armi fra Italia e Israele. “Altro che Food for Gaza”, questo il titolo dell’approfondimento investigativo che rivela come, nonostante la sospensione delle nuove autorizzazioni, proseguano le esportazioni di materiale bellico destinate allo stato ebraico.

Secondo il Sipri (Stockholm International Peace Research Institute), istituto di ricerca internazionale, l’Italia è il terzo supplier di Israele nei settore della difesa, dopo Stati Uniti e Germania. Oltre all’export la partnership si realizza anche nell’import, in ambito militare e tecnologico; ultimo esempio l’acquisto, approvato lo scorso giugno dal Parlamento, di aerei spia modello Gulfstream G550 prodotti da Elta Systems/Israel Aerospace Industries.

Sebbene queste tipologie di forniture siano di frequente coperte da segreto, il lavoro di inchiesta indipendente ha permesso di svelare come, anche dopo l’ottobre 2023, siano proseguiti i rapporti di collaborazione con l’entità sionista, al contrario di quanto affermato dal governo, come dimostrato a proposito del supporto tecnico operativo offerto da Leonardo Spa.

L’inchiesta di Altreconomia ha rivelato come l’Italia abbia sostituito la Spagna nell’esportazione di nitrato di ammonio, materiale dual use, ma precursore per esplosivi e armi nucleari: 140 tonnellate di materiale detonante solo nel 2024, superando anche gli Usa.

Dal blocco e relativo sequestro del 4 febbraio scorso di 14 tonnellate di forgiati in ferro al porto di Ravenna, si è scoperto anche il canale illecito di componenti per cannoni fatti passare ad uso civile attraverso una triangolazione di società per sottrarsi ai controlli di legge sull’export di armamenti (il carico risultava appartenere alla ditta Valforge, estranea al settore difesa, per conto delle aziende Stamperia Mazzetti e Riganti). In precedenza altri quattro carichi erano transitati presso le dogane di Milano e Bologna, destinati alla Israel Military System Ltd, principale fornitrice dell’Idf, alla quale il governo israeliano aveva appena commissionato nuovi carri armati.

– Approfondiamo i contenuti dell’inchiesta con Linda Maggiori, una delle autrici, che è stata oggetto, insieme ad altri attivisti solidali con la causa palestinese, di intimidazioni sioniste dopo le rivelazioni sulla società italo-israeliana specializzata in cybersicurezza Tekapp. A loro e a Linda tutta la nostra vicinanza e solidarietà.

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Intervista ai NoBase a Falconara

📌 Martedì 15 luglio, a Falconara si è tenuto l'incontro "𝙍𝙞𝙖𝙧𝙢𝙤 𝙚 𝙘𝙧𝙞𝙨𝙞 𝙚𝙘𝙤𝙘𝙡𝙞𝙢𝙖𝙩𝙞𝙘𝙖: 𝙛𝙖𝙘𝙘𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙧𝙚𝙩𝙚 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙧𝙤 𝙜𝙪𝙚𝙧𝙧𝙖 𝙚 𝙣𝙤𝙘𝙞𝙫𝙞𝙩𝙖̀" organizzato da #FermiamoildisastroAmbientale.

👉 I comitati di lotta falconaresi hanno incontrato il 𝗠𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗡𝗼 𝗕𝗮𝘀𝗲 – 𝗡𝗲́ 𝗮 𝗖𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗻𝗲́ 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼𝘃𝗲 per discutere insieme di come fermare, a partire dai nostri territori, l'economia di guerra e del genocidio.

Svelare la relazione intrinseca tra guerra, profitti di guerra ed economia fossile.

Diventare disertori, fin da subito, di ogni propaganda bellicista e militarista che sta invadendo le nostre città e le nostre vite.

Opporsi fermamente al sacrificio di interi territori in nome del profitto, della "sicurezza strategica" e della guerra.

👆Ascolta l'intervista con gli e le attiviste del Movimento NO BASE

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