https://falkatraz.noblogs.org/…/colonia-basilicata…/
Verso lo sciopero globale per il #clima di Marzo!(ci sarà corteo anche ad Ancona, a breve più dettagli)
#NoRigassificatori #nonpaghiamoilfossile
Dopo il rinvio a giudizio del marzo 2020 si apre domani, giovedì 26 gennaio, il processo contro la raffineria Api per le ipotesi di reato di getto di cose pericolose, inquinamento ambientale e violazione di prescrizioni in materia ambientale. Sul banco degli imputati l’amministratore delegato Giancarlo Cogliati e il responsabile dell’ufficio ambiente e sicurezza Giovanni Bartolini. Secondo la procura i vertici dell’Api sarebbero responsabili di diverse inadempienze, relative al periodo 2013-2018, che avrebbero contribuito a peggiorare la qualità dell’aria nella zona attorno all’impianto. Le numerose emissioni inquinanti, che eccedevano lo storico caratteristico di una città come Falconara, area (ex!) AERCA (area ad alto rischio di crisi ambientale) e Sin (sito di interesse nazionale da bonificare) dal 2002, sembravano provenire da ripetuti incidenti e malfunzionamenti avvenuti nella fase di attracco allo stabilimento delle navi cisterna, come nella fase di carico e scarico del greggio. Alla faccia delle BAT, la presunta applicazione delle migliori tecnologie disponibili, pare invece che si risparmiasse sui costi di manutenzione ed investimento per tirare a produrre.
NON CI ARRENDIAMO ALLA DERIVA FOSSILE!
NO A RIGASSIFICATORI, TRIVELLE E GASDOTTI, SI’ A RINNOVABILI ED EFFICIENZA
CON OGNI MEZZO DEMOCRATICO, DAI TERRITORI CONTINUA LA LOTTA PER GIUSTIZIA CLIMATICA E SOCIALE, AMBIENTE, SALUTE, PER LE COMUNITA’ ENERGETICHE E SOLARI. FINANZIAMO LE RINNOVABILI CON I PROFITTI DELLE MULTINAZIONALI!
Con l’arrivo delle navi rigassificatrici a Piombino e a Ravenna, è ormai confermato che il governo Meloni, in continuità con quello Draghi, è complice degli interessi delle multinazionali del fossile e che la giustizia climatico-sociale sarà all’ultimo posto della agenda governativa.
Si sta disegnando uno scenario in cui non solo Piombino, Ravenna e Sulmona saranno i punti cardine della scelta fossile: molti porti e molte località in tutta Italia, dalle Marche alla Sardegna, dalla Sicilia alla Calabria, dalle Puglie alla Liguria e al golfo di Trieste, si apprestano a far parte di un piano che vuole fare del nostro Paese lo snodo in Europa di un sistema energetico basato sulle fonti fossili e in particolare sul metano, un pericoloso gas clima-alterante. Tutto ciò in piena crisi climatica, quando l’Agenzia Internazionale dell’Energia e tutta la comunità di scienziati affermano che bisogna abbandonare rapidamente le fossili per evitare una evoluzione catastrofica del riscaldamento globale, lasciandole sottoterra.