#fermiamoilDisastroambientale /4

#fermiamoilDisastroambientale/4 "Con riferimento alle acque superficiali, veniva più volte riscontrata la presenza di acque reflue industriali contenenti Idrocarburi nei canali di scolo che attraversano l’intera area della raffineria e poi confluiscono nel mare Adriatico….Dalle successive analisi emergeva la presenza di concentrazioni molto elevate rispetto ai limiti normativi (in alcuni casi superiori anche di mille volte) di sostanze volatili alta mente inquinanti e pericolose per la salute pubblica, quali MTBE, Benzene ed idrocarburi totali."

Avete presente quelle cartine delle bandiere blu delle spiagge lungo la costa marchigiana dove c'è sempre un buco nero sopra Ancona ma a nord e a sud tutto un pullulare di lagune blu? Dall'epicentro del disastro ambientale è evidente che inquinamento e contaminazione si muovano e disperdano nell'ecosistema oltre i confini amministrativi. Mentre per i bagnanti locali oltre l'annosa questione degli sversamenti degli scarichi fognari a mare, che costringe metà delle giornate estive a divieti di balneazione ogni due gocce d'acqua, se ne aggiunge una che ora pare suffragata da dati cerificati oltre ogni evidenza. Se non è merda sono idrocarburi; a voi la scelta

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Il nome della cosa

Oggi sull'inserto de Il Manifesto, L'extraterreste, un ottimo articolo di Maria Cristina Fraddosio su Falconara. [SCARICA QUI LA VERSIONE INTEGRALE]Disastro ambientale, getto pericoloso di cose, combustione illecita di rifiuti, smaltimento illecito di gpl, lesioni colpose e violazione di numerose prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale in concorso di colpa. Sono queste le accuse mosse dalla Procura di Ancona contro la società Api del gruppo Ip e i suoi vertici: 19 le richieste di rinvio a giudizio a seguito delle indagini soprannominate Oro nero. La prima udienza preliminare dinanzi al gup Francesca De Palma è fissata per il 18 gennaio. Le «sistematiche violazioni» sarebbero avvenute all’interno della raffineria di Falconara Marittima, nelle Marche, al fine di «massimizzare l’attività produttiva dell’impianto» e di non comprometterla «risparmiando gli ingenti costi per l’ispezione, la manutenzione e l’adeguamento dei serbatoi, della rete fognaria e degli impianti».

LE MATRICI AMBIENTALI E LA SALUTE dei cittadini sarebbero state compromesse. Sul banco degli imputati con varie accuse figurano i dirigenti della società, tra cui l’ad Giancarlo Cogliati, il responsabile del reparto operazioni Pierfilippo Amurri, quello di salute, sicurezza, ambiente e qualità Giovanni Bartolini, Daniele Galassi del reparto manutenzioni, Carlos Alberto Lucertini della movimentazione e spedizione prodotti, Francesco Luccisano delle relazioni esterne, Andrea Arcangeletti e Simone Margiotta del reparto ispezioni. E Daniele Fiorucci a capo della logistica, Luigi Caiazzo, Marco Felicetti, Antonio Fratellini, Marco Ciattaglia, Michele Del Prete, Stefano Tarini, Luca Pieralisi e Damiano Quarta. Anche l’ex direttore generale dell’agenzia regionale per la protezione ambientale Arpam, Giancarlo Marchetti, dovrà difendersi: è accusato di abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e istigazione alla corruzione. Avrebbe favorito «un ingiusto vantaggio patrimoniale della società», circa 10/20 milioni di euro, e rivelato in anticipo i controlli. Dalle intercettazioni emergerebbe anche la presunta sollecitazione per «un posto di lavoro a Roma».

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365 giorni?!?

Un anno ha 365 giorni.
NO! Per i cittadini di Falconara Marittima non è così.
Per loro un anno ne ha 253 di giorni.
Perlomeno, il 2023 ne ha avuti 253. E sapete il perchè?
Perchè solo nel 2023 sono stati 112 (CENTODODICI!) i giorni ufficialmente dichiarati, tramite comunicati sul sito istituzionale del comune, durante i quali le attività della raffineria sono state tangibili alla popolazione.
112 giorni ufficiali, ai quali si sommano altre decine e decine di giorni che non rientrano negli avvisi (ben 24 solo nel 2023) che il comune ha diramato durante l’anno. In tutto questo non rientrano inoltre le comunicazioni delle classiche esercitazioni dell’ultimo Giovedì del mese.
I comunicati sono variopinti ed originali: i più titolano “Possibile visibilità della torcia” (ci confondono con le sinestesie; visibilità che puzzano tantissimo!), alcuni più coraggiosi ed arditi si azzardano a titolare “disservizio” o addirittura citano l’impronunciabile parola “esalazioni”.
A prescindere dalla magnitudo dei fenomeni e dei comunicati vorremmo invitare a riflettere, vorremmo che tutti assieme ci chiedessimo se tutto questo è normale:
112 giorni.
24 comunicazioni comunali.
1 giorno ogni 3 è stato interessato da comunicati e/o fenomeni.
Tutto questo solo nel 2023.
Tutto questo tenendo conto delle sole comunicazioni ufficiali.
Tutto questo, perché?

scarica e diffondi il PDF delle esalazioni 2023

Nell'augurarti un buon 2024, città di Falconara, non possiamo fare a meno di notare che il primo comunicato è già arrivato ed ha battuto sul tempo perfino la Befana: 3 Gennaio. Per 28 giorni. Il nostro 2024 ha già 337 giorni…

MA IL 27 GENNAIO POSSIAMO INVERTIRE LA ROTTA #fermiamoilDisastroambientale ore 15.30 corteo da Piazza Mazzini

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Falconara in assemblea #fermiamoilDisastroambientale

Venerdì 12 gennaio dalle ore 21 alla Galleria delle Idee di via Bixio 15/A vi invitiamo a condividere in assemblea contenuti e obbiettivi della manifestazione del 27 gennaio prossimo #fermiamoilDisastroambientale.
L’apertura del processo per Disastro ambientale verso la raffineria Api inchioda non solo l’azienda, ma un intero sistema di potere, alle proprie pesanti responsabilità e rende pubblica in tutta la sua complessità le conseguenze in termini di sicurezza, nonché sanitarie e ambientali, in cui è stato costretto questo territorio e le persone che lo abitano.
Le esalazioni di idrocarburi percepite e denunciate in questi anni da tante e tanti rappresentano l’effetto più manifesto, il campanello d’allarme, l’indicatore più visibile di cause e problematiche profonde e strutturali.
Disastro ambientale significa un’alterazione quasi irreversibile dell’ecosistema di un territorio rilevante ed esteso, per numero di persone esposte al rischio sanitario e per entità della contaminazione delle acque marine e di falda, dell’aria, del suolo e del sottosuolo.
Il pericolo per la pubblica incolumità rappresentato dal disastro ambientale è mitigabile solo con provvedimenti onerosi ed eccezionali.
Una serata insieme agli attivisti della Campagna nazionale Per il clima fuori dal fossile per mettere in evidenza come Falconara non sia un caso isolato e una questione locale, ma parte di un problema più generale, come di percorsi di mutuo soccorso e solidarietà tra comitati e realtà territoriali.
Ne parliamo in una prospettiva comparata con alcuni territori che hanno già attraversato simili dinamiche.
Oltre a Renato Di Nicola, in presenza, saranno collegati online Mattia Donadel dal Veneto, teatro del primo, storico processo per disastro ambientale del petrolchimico di Porto Marghera e Virginia Rondinelli che ci parlerà dell’ex-Ilva di Taranto e della lunga inchiesta “Ambiente svenduto”.
Ne parliamo con la consapevolezza che il 27 gennaio dovremo andare tutti insieme oltre noi stessi, dando valore al meglio delle tante energie messe in campo in questi anni e facendo appello ad una mobilitazione popolare dove quello che conta davvero sarà il protagonismo e la presenza di tutti e di ciascuno, qui ed ora.
Non è più una questione “ambientalista”, tantomeno una manifestazione “politica”, ma un fatto di dignità, un atto di resistenza.
#fermiamoilDisastroambientale

 

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