Dopo la chiusura della fase preliminare e il rinvio a giudizio dello scorso luglio del processo per Disastro Ambientale a carico della Raffineria Api ed altri imputati, questo mercoledì finalmente ripartono le udienze.
Ma oltre ed insieme al versante giudiziario abbiamo attraversato lungo tutto il 2024 una fase di mobilitazione straordinaria, fatta di manifestazioni, presidi, assemblee popolari, controinformazione, alimentata dalla partecipazione di tante e tanti.
E questo gigantesco lavoro collettivo ha prodotto risultati tangibili: quel sistema di potere pubblico/privato fatto di omissioni, deroghe, proroghe e quant’altro, che per anni ha consentito di continuare il business as usual della raffinazione oltre ogni compatibilità ambientale e sanitaria, è stato scoperchiato, inceppato, attaccato nella sua consuetudinaria ineluttabilità di fatto.
Le esalazioni odorigene inquinanti, il fenomeno più percepibile del disastro ambientale in atto, nell’arco dell’ultimo anno sembrano diminuite, rispetto al picco dei 112 giorni coperti dalle 24 comunicazioni ufficiali Comune/Azienda, costretti dalle segnalazioni di massa del 2023.
Sono stati accesi ingenti investimenti per l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili nello stoccaggio e movimentazione degli idrocarburi, nel trattamento delle acque reflue e dei rifiuti, per abbattere le emissioni fuggitive e non. Non per bontà del petrolchimico e per lo zelo degli enti di controllo, ma per la pressione generalizzata che siamo riusciti a creare e ad imporre al centro dell’attenzione, e che dobbiamo continuare ad alimentare in questo nuovo contesto.
In Assemblea Generale sabato 8 febbraio
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No CPR nè a Falconara nè altrove: assemblea venerdì 29 a Falconara
Dopo le tante e sempre più contraddittorie esternazioni della politica locale regionale e nazionale sul CPR delle Marche a Falconara, e’ tempo di prendere parola, dopo la partecipata assemblea di domenica scorsa, vi aspettiamo venerdì 29 novembre ore 21 a Falconara in zona Galleria con
l’avvocato Paolo Cognini dei Centri sociali Marche, da sempre in prima linea nelle vertenze che riguardano l’immigrazione e i Cpt-Cie-Cpr,
e Pierfrancesco Curzi, giornalista de Il resto del Carlino, che per primo ha lanciato la notizia e che da freelance e per Il Fatto quotidiano segue da anni le rotte migratorie tra Europa Mediterraneo e Nord Africa
Presentiamo anche a Falconara, dopo la prima assemblea di domenica 10 novembre la nascente Campagna No al CPR delle Marche, nè a Falconara nè altrove:
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Dalle Marche all’Albania. NO CPR né a Falconara né altrove
L’appello di convocazione dell’assemblea del 10 novembre allo Spazio Comune Tnt di Jesi (ore 11.00)
Sarà realizzato sul modello dei CPR costruiti in territorio albanese. Così esponenti politici del governo regionale descrivono il CPR che dovrebbe vedere la luce sul suolo marchigiano. I campi di confinamento realizzati in Albania, simbolo del rovesciamento delle più elementari garanzie a tutela dei diritti fondamentali della persona, diventano un modello. Un modello sempre più apprezzato anche dalle istituzioni europee che sulla legittimità dell’esternalizzazione dei campi di confinamento per migranti esprimono un consenso sempre più trasversale e strutturato.
D’altra parte si tratta di un modello che, nonostante il “vociare” di questi giorni, non viene neppure smentito dai Giudici chiamati a convalidare i provvedimenti di internamento: anche nei pronunciamenti che non hanno convalidato i trattenimenti nulla è stato scritto circa l’illegittimità giuridica dei CPR esternalizzati e la frattura che essi producono nell’idea stessa di un ordinamento nazionale e comunitario basato sullo stato di diritto. Spesso l’inaccettabilità dei CPR viene associata al fatto che si tratta di luoghi in cui vengono recluse persone che non hanno commesso alcun reato. Critica giusta e corretta, ma, a ben vedere, limitata. Intanto perchè in strutture di “contenimento” come quelle realizzate in Albania non dovrebbe essere recluso nessuno, neppure chi i reati li ha commessi.
Eppoi perchè in qualche maniera si rischia di trattare il tema della limitazione della libertà per via amministrativa come una sorta di anomalia. In realtà non è così. L’estensione del daspo urbano, il potenziamento delle misure di prevenzione ed i CPR sono figli della stessa logica, articolazioni di una medesima trasformazione generale dell’ordinamento giuridico. Non è un caso che la norma con cui si prevede che la localizzazione dei CPR possa essere effettuata in deroga ad ogni legge che non sia penale la troviamo proprio nel ddl sicurezza in discussione al Senato. Rivendicare la liberazione dei prigionieri amministrativi e lottare contro i CPR, evoluzione dei cpt introdotti nell’ordinamento dal governo Prodi nel 1998, non è solo pratica di solidarietà attiva nei confronti della popolazione migrante, ma lotta contro una trasformazione complessiva dell’ordinamento che passa attraverso la liquidazione di diritti, libertà e garanzie fondamentali.
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Di nuovo il CPR delle Marche a Falconara
Cpr a Falconara: una questione di metodo, un fatto di immagine, addirittura si scomoda la costituzione, però sono tutti d’accordo…il problema e’ nimby per la nostra amministrazione, la concentrazione delle criticità a falkatraz, dove al disastro ambientale segue quello sociale…e per chi pensava che la questione fosse tecnica, che l’indagine geognostica geofisica e topografica fosse finalizzata ad accertare o meno il conclamato rischio idrogeologico…che dire: a Falconara le alluvioni dimostrano che ci sono già cittadini di serie B…e vada per il girone di C. Del resto per chi fugge dalla fossa comune del mare nostrum che sarà mai qualche metro di fango a Falconara…
o poi mica vengono in un hotel a 5stelle questi immigrati clandestini, e’ una struttura detentiva in attesa dell’espulsione, dove sei costretto per quello che sei, non per quello che fai…una volta si diceva lager, ma anche questa parola ce l’hanno rubata ed e’ coperta da copyright…quindi non resta altro che almeno staccarli sti cartelli inutili
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#18°25APRILE2025 FALKATRAZ FESTIVAL al Parco Kennedy
#Glomeda news dai CentriSociali delle Marche
#LA NUOVA T-SHIRT DI PER IL CLIMA FUORI DAL FOSSILE
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