Report aggiornato con audio,video foto e articoli, ad un mese e mezzo dallo sgombero-demolizione
Non perde colpi l'amministrazione Brandoni per restare in linea con la peggiore cultura politica razzista e autoritaria di matrice governativa cui vorrebbero farci abituare.
Sotto l'immancabile marchio di fabbrica del giustizialismo securitario, parolina magica che tutto permette, anche la peggiore delle follie e delle derive giuridiche, il 24 novembre scorso è stato sgomberato manu militari e demolito un prefabbricato, in zona stadio di Falconara Marittima, abitato da una giovane famiglia composta da un falconarese, una ragazza rom (è oggi una colpa?) e i loro due bambini, di cui un neonato .
Una città che vuole ancora dirsi civile risponderà a questa mediocre provocazione.
Innanzitutto non lasciando sola questa famiglia.
E combattendo insieme questa battaglia in cui sono in gioco i diritti di tutti che l'amministrazione, in nome di un sempre più distorto e strumentale concetto di sicurezza, ha inteso ingaggiare per dividere e disgregare il tessuto sociale cittadino. Dividerci e metterci l'un contro l'altro per meglio governare la precarietà, la miseria, la crisi, che continuamente riproducono, e di cui sono responsabili.
Innanzitutto per riparare materialmente a quanto arrecato a questa famiglia, richiediamo, invece dei bei, o brutti discorsi, in consiglio comunale che poco ci interessano, che l'amministrazione risponda in modo celere e preciso alla richiesta, più che legittima, di assegnazione di un alloggio di emergenza, come da domanda già presentata dagli interessati in data 1 dicembre 2009.
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