anche a Falconara si discute di acqua pubblica

La Consulta delle Associazioni falconaresi, su richiesta delle associazioni delle categorie “promozione diritti” e “ambiente”, ha da poco proposto al Sindaco Brandoni di discutere anche nel consiglio comunale di Falconara Marittima un ordine del giorno che sancisca essere l'acqua "bene comune indisponibile, pubblico, universale e dell'umanità", il servizio idrico integrato un "servizio pubblico locale privo di rilevanza economica", e di "promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato".
Sull'onda di analoghe prese di posizione di consigli comunali e provinciali in tutta Italia, sulla questione della ripubblicizzazione e non privatizzazione dell'acqua, quasi 1 milione e mezzo di cittadini hanno partecipato alla raccolta firme per la presentazione dei tre quesiti referendari promossi dal Forum Italiano dei movimenti per l'acqua.
Per questa che è stata la più copiosa richiesta referendaria della storia dell'Italia Repubblicana anche a Falconara, dall'aprile al luglio scorsi, un gruppo di privati cittadini ed associazioni di volontariato laiche e cattoliche, hanno dato vita ad incontri e dibattiti, nonchè alla raccolta firme: circa 1000 cittadini falconaresi e oltre 500 di altri comuni hanno firmato ai banchetti predisposti a Falconara.
La Consulta delle associazioni di Falconara si augura che questo simbolico gesto possa accrescere il senso civico ed il rispetto per il territorio e i suoi beni, e che possa alimentare una discussione pubblica che avvalori un più alto senso di responsabilità da parte di tutti.
Il Presidente della Consulta delle Associazioni di Volontariato Mattia Moroni

 

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Il cammino dei diritti passa per Falconara

Il cammino dei diritti passa per Falconara…gli studenti precari dell'assemblea permanente dell'Università di Urbino incontrano il CSa Kontatto

Questo lunedì 15 novembre ricomincia presso la sede dell’Ambasciata dei diritti-Falconara (Ex ‘Scuole Lorenzini’, Via Campanella n.2 – Villanova) il Corso gratuito d’italiano per migranti per la stagione 2010-2011.
Il corso si pone in stretta continuità con le tre precedenti edizioni, le quali, a partire dalla prima sperimentazione nata nel 2007, hanno fatto registrare una costante crescita per quanto riguarda il numero di partecipanti (provenienti da Falconara e non solo), le ore e la differenziazione dei livelli d’insegnamento (corso ‘base’ e corso ‘intermedio’), in generale una crescita della qualità complessiva del servizio fornito. Quest'anno il corso si articolerà infatti in quattro giornate di lezione alla settimana, dal Lunedì al Giovedì, dalle 18 alle 20 (per informazioni si contatti ambasciatadeidiritti@inventati.org).
Questo piccolo ‘successo’ è reso possibile grazie al contributo volontario di figure professionali e semplici attivisti, ma anche, e forse soprattutto, alla consistente partecipazione dei migranti, che hanno saputo dare una risposta positiva e consapevole al bisogno di acquisire un fondamentale strumento di tutela e di autonomia personale – la conoscenza della lingua italiana, appunto –, attraverso il quale muoversi con maggiore sicurezza all’interno della complessa realtà italiana che si trovano a vivere.
Quest'anno le lezioni esordiranno con un curioso e stimolante incontro: una delegazione di studenti universitari dell'Assemblea Permanente di Urbino saluterà e conoscerà gli “studenti” migranti falconaresi. Dallo scorso venerdì infatti gli universitari hanno lanciato una inedita forma di protesta: sono partiti a piedi da Urbino alla volta di Ancona, dove parteciperanno mercoledì 14 alla manifestazione indetta nel capoluogo marchigiano in occasione della Giornata mondiale dello studente.

L´iniziativa, " IL CAMMINO DEI DIRITTI.(STUDENTI… SENZA MEZZI!)", vuole essere un atto estremo di sensibilizzazione su un tema, la dismissione e l´abolizione progressiva del diritto allo studio, che rischia di passare inosservato lasciando, di fatto, la possibilità di studiare solo a chi potrà permetterselo economicamente, relegando il paese alla più becera disuguaglianza sociale. La comitiva, farà tappa a Pesaro per proseguire poi per Fano , Senigallia , Falconara e poi Ancona.
Durante il percorso gli studenti stanno incontrando la solidarietà di delegazioni e rappresentanti di varie realtà in crisi, sociale ed economica, che si trovano lunga la strada. Il percorso, anche abbastanza impegnativo con le attuali condizioni meteo, è distribuito in 5 giorni simboleggiando i 5 anni di studi (3+2) diventati negli ultimi anni un complicatissimo percorso ad ostacoli.
Nella sola Urbino, causa la Riforma Gelmini, a 751 studenti è stata "rubata" la borsa di studio (45% di borse di studio in meno!), molti di questi studenti non possono più permettersi di continuare gli studi. Si tratta di studenti IDONEI (cioè che hanno tutti i requisiti per accedere al bando per le borse di studio) ma che per "mancanza di fondi"(o tagli indiscriminati!) non otterranno la borsa.
Dopo la visita al corso di italiano dell'Ambasciata dei Diritti gli studenti saranno accolti al CSA Kontatto, per poi ripartire, martedì, per l'ultima fatica alla volta di Ancona.

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Cie a Falconara la risposta dei movimenti#2

LETTERA APERTA DI FALCONARA IN RETE 13/12/2010

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Le associazioni in rete di Falconara esprimono il proprio parere in merito alle critiche,
apparse anche sugli organi di stampa, mosse dal Sindaco Brandoni e dal Vicensindaco
e Assessore ai servizi sociali e ai rapporti con le associazioni Baldassarri durante e
dopo l'incontro del 3 dicembre scorso.
Ci si accusa di essere prevenuti, di non collaborare e di strumentalizzazione politica.
Viste le accuse mosseci, ci teniamo a ribadire la natura trasversale e politicamente
disinteressata della nostra esperienza:
la rete è formata da associazioni che operano sul territorio da più di vent’anni, con le sole
forze di volontariato e con l’unico obiettivo di provare a migliorare la vita dei numerosi
disagiati e poveri e così della nostra comunità tutta.
Il servizio in questi anni è stato riconosciuto positivamente dagli enti e dalle amministrazioni
territoriali, sia per la passione con cui opera, sia per le competenze che negli anni si sono
profuse grazie all’intervento di operatori qualificati e dalla tanta esperienza accumulata da
interventi “in prima linea”.
Negli anni, abbiamo sempre sollecitato e cercato la collaborazione con le amministrazioni
della nostra città, indipendentemente dal colore e dalle idee politiche.
Noi riteniamo che le amministrazioni pubbliche debbano essere i primi Servitori della
comunità, operare con l’obiettivo di fare sinergia con i suoi diversi soggetti, attraverso
politiche condivise e partecipate, mettendosi a disposizione del territorio, delle sue
problematiche e delle sue risorse.
Lo spirito di collaborazione come noi lo intendiamo non può che realizzarsi con la pratica del costruire progetti condivisi.
La politica dei rapporti con l'associazionismo calata dall'alto, a senso unico, e meramente
finalizzata alla risoluzione dell'emergenza momentanea, senza la volontà di costruire percorsi duraturi ma nel tentativo di scaricare il peso e le assenze dell'intervento pubblico (per carità non solo dell'ente comunale…) sulle forze della società civile, non ci appartiene e non la condividiamo, semplicemente perché l’abbiamo nostro malgrado già subita e sappiamo che non porta da nessuna parte, sia in termini di aiuto alla persona che nell’ottimizzazione delle limitate risorse a disposizione.
Oggi le situazioni di disagio sono multiproblematiche, richiedono una pluralità di interventi che un singolo ente, sia di volontariato che dell’istituzione pubblica, non riesce ad improntare da solo, per cui dobbiamo considerarci come una risorsa reciproca per i nostri utenti.
Non dimentichiamoci che poi questa modalità di intervento è il principio ispiratore dell’ultima legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (Legge 328/00).
In questi due anni e mezzo con grandi difficoltà si è riusciti a costituire, come recita lo
Statuto comunale, una consulta delle associazioni di volontariato, che per ora è rimasta poco più che una scatola vuota. Uno strumento da noi condiviso e sostenuto, che però non è stato messo nelle condizioni di poter funzionare degnamente, per i tempi tardivi di avviamento, per le modalità di svolgimento, per i tempi di convocazione, per l'assenza di informazioni e documentazioni sull'operato dell'amministrazione e molto altro ancora. La Consulta dovrebbe essere uno strumento di lavoro volto a creare una relazione matura e costruttiva tra Comune e Ass. di Volontariato da coltivare nel tempo, con una certa regolarità e sistematicità (ad es: con convocazione mensile).
E' poi vero che la nostra lettura delle proposte politiche per il sociale, per alcuni aspetti non è in sintonia con quella dell’attuale amministrazione, ed è proprio per questo che i canali di confronto e di relazione devono essere intensificati. Nonostante questo difficile rapporto, collaboriamo con l’amministrazione su casi specifici, operiamo quotidianamente alleviando le problematiche di numerosi cittadini e stiamo intensificando progetti e forme di partnership con soggetti pubblici e privati.
Non è accettabile lamentare l'assenza di collaborazione quando ad una proposta concreta si risponde sbrigativamente che sarebbe “un peso che la città non può tollerare”.
La “provocazione” di una Casa per la Restituzione della Cittadinanza (CRC) in alternativa al centro di espulsione per migranti (CIE), da realizzare alla ex caserma Saracini, proposta da Don Giovanni Varagona, e fatta propria dalle suddette associazioni, in seguito ad una
verifica/valutazione delle risorse del territorio, sta a dimostrare la nostra volontà concreta di realizzare alternative percorribili per affrontare le problematiche sociali nell’ottica
dell’integrazione. Volontà che sta prendendo forma in un progetto definito e partecipato che si intende condividere con il resto del panorama delle associazioni locali e provinciali, con i cittadini e gli enti locali, con il Comune di Falconara, se lo vorrà, come con tutti gli altri competenti in materia e coinvolti nei fatti.
Oggi è possibile per questo Comune, a costo zero, rilevare dal demanio una delle tante
strutture dismesse e inutilizzate a Falconara, per consentirne un utilizzo che abbia una
funzione sociale.
Ce ne sarebbe bisogno.
Ci vuole coraggio.
Questa, secondo noi è una proposta costruttiva, che merita, almeno, una risposta.
Pertanto, noi siamo a completa disposizione, attendiamo la prossima consulta, che
auspichiamo venga convocata con congruo preavviso nel mese di gennaio 2011, con degli
obiettivi chiari e preliminarmente condivisi con il comitato direttivo dell’organo suddetto.

Cordiali saluti e buon lavoro
Falconara in rete (Associazione Antidroga Falconarese, Ambasciata dei Diritti, ANPI
Falconara, Associazione Acchiappasogni, Blu Pubblica Assistenza, Comunità Bangladesh
Falconara, Conferenza Regionale Volontariato e Giustizia, CSA Kontatto, Falconara Cricket
Club, Free Woman, L.H.A.S.A., Lumumba Onlus, OndaVerde, Orecchio di Van Gogh,
Avvocati di Strada Onlus, Tenda di Abramo, Unione Immigrati Nordafricani delle Marche “Il Futuro”)
falconarainrete@gmail.com

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Cie a Falconara la risposta dei movimenti

La replica dell'Ambasciata dei Diritti di Falconara sul Cie e la proposta di CRC di Don Giò:

 

Contro il Cie di Maroni, verso nuove pratiche di cittadinanza

Pensiamo che la malaugurata installazione del CIE delle Marche a Falconara non sarebbe altro che la naturale conseguenza della politica sociale e dell'immigrazione di questa amministrazione comunale. Il suo “no” sull'argomento assomiglia infatti molto ad un “si”, dettato cioè da un mero ritorno monetario.

La naturale conseguenza del definire l'immigrazione cittadina “inquietante” al momento di insediamento della Giunta, degli inseguimenti ai bambini afghani in fuga dalla guerra, delle discriminazioni in fatto di sovvenzioni sociali per indigenti nell'accesso ai fondi di solidarietà, e dei tanti fatti di criminalizzazione e istigazione alla paura e alla diffidenza di questi ultimi anni.

Noi non diciamo che vada tutto bene, che l'immigrazione non produca questioni complesse, anzi: ma la questione vera è come risolverle. Nel nostro piccolo da quattro anni, l'Ambasciata dei Diritti di Villanova, sta organizzando, tra gli altri interventi, corsi di italiano per migranti e consulenze relative al permesso di soggiorno e ai tanti e tortuosi rapporti con le pubbliche amministrazioni: attività autogestite, gratuite, volontarie, condotte dagli attivisti del Kontatto, da insegnanti di lingue, da avvocati e tirocinanti, da assistenti sociali volontarie. Pensiamo sia un valore aggiunto non solo per gli utenti, gli immigrati falconaresi o dell'hinterland, ma anche per i cittadini tutti. Perchè non valorizzare queste, come altre, esperienze positive cittadine. Piccoli passi verso una più agevole integrazione, reciproca condivisione, accoglienza solidale. Cosa c'è di meglio che far conoscere la nostra lingua e la nostra cultura, la nostra Costituzione, e magari apprendere dagli immigrati le loro usanze e tradizioni!

Nulla tra l'altro chiediamo all'Amministrazione in termini di contributi, benchè trattasi di servizi di utilità sociale alla Città, se non di lasciarci fare quello che stiamo facendo: da circa due anni invece la nostra permanenza nella sede delle ex Scuole Lorenzini di Villanova resta permanentemente nell'incertezza, problema comune a molte altre associazioni falconaresi, al punto che non sappiamo se il nuovo corso del 2010-2011, di cui nel mese di ottobre sono aperte le iscrizioni, potrà continuare in quella sede, oppure altrove. Insieme ad altre associazioni abbiamo richiesta alla Consulta delle associazioni di volontariato, finalmente insediatasi dopo oltre un anno, di valutare le problematiche legate al regolamento delle associazioni falconaresi e all'utilizzo degli spazi pubblici cittadini.

Per questo condividiamo e sosteniamo la “lettera a Maroni” di Don Giovanni Varagona, anzi ci piacerebbe invitarlo alla riunione delle rete di associazioni falconaresi “Falconarainrete”, che si terrà la prossima settimana all'Ambasciata dei Diritti di Villanova.

La rete, composta da una ventina di Associazioni era nata circa due anni fa proprio come risposta propositiva e alternativa alla questione sicurezza, al tema delle ordinanze autoritarie, alle ronde e al rischio del Cie a Falconara.

Per continuare a “sognare”, e magari per iniziare a costruire, un luogo comune che produca nuove pratiche di cittadinanza; e perchè no, proprio a partire da uno dei tanti posti dismessi e sottratti alla Città, che fu la prima ipotesi di collocazione del Cie, non delle Marche, ma del Ministro Maroni.

 

Un'unica puntualizzazione ci sentiamo di avanzare, per arricchire sin da subito il dibattito: oggi un discorso di cittadinanza, termine tutto da ridiscutere, va agito in forma aperta e moltitudinaria.

Non si tratta solo di accogliere i migranti; questo è uno dei mille rivoli di un fiume di idee e pratiche concrete che vogliamo sempre più in piena. Oggi la crisi che sta spazzando le nostre coste muta completamente l'ordine sociale, e trascina larga parte di questo paese in forme di povertà ed imbruttimento sconosciuti. E' necessario ricostruire un luogo comune che guardi alla complessità delle dinamiche sociali e che parli di lavoro e di diritto al reddito, di migranti e multiculturalismo, di condivisione partecipata dei beni comuni, di lotta alla rendita e alla speculazione: migranti, lavoratori in cassa integrazione, precari, disoccupati, giovani senza futuro, discriminati in senso lato, reti autorganizzate di difesa del territorio e dei beni comuni. Saranno loro i protagonisti di questa ennesima resistenza, di questo nuovo risorgimento. Solo loro, tutti questi mille volti insieme, sarebbero in grado di incarnare e realizzare questo “sogno”. Per ora stop, si va a Roma. Uniti contro la crisi!

15 ottobre 2010

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