E’ stato annunciato solo pochi giorni fa il perfezionamento dell’acquisizione del capitale di Italiana Petroli (Ip), che da Api Holding passa alla Socar, la compagnia petrolifera di stato dell’Azerbaigian.
A tutti gli effetti l’infrastruttura energetico-industriale e commerciale del gruppo Api/Ip, prima azienda privata del settore a livello nazionale, diventa un asset dello stato azero, l’imponente complesso della raffineria di Falconara Marittima assume le sembianze di avamposto di una multinazionale estera nel territorio marchigiano.
Multinazionale del fossile che assolve a un ruolo centrale nell’economia di guerra, nella macchina bellica che alimenta il genocidio. Abbiamo approfondito l’indagine sull’azienda di statoSocar prendendo le mosse dal lavoro di inchiesta di Linda Maggiori, giornalista investigativa e attivista, autrice del dossier “La flotta del genocidio. Sulle rotte delle armi dai porti italiani” e già ospite di iniziative promosse dal Laboratorio Sociale Falkatraz e Fermiamo il disastro ambientale.

– Focus del Laboratorio Falkatraz per Fermiamo il disastro ambientale
Da un anno denunciamo l’affare sporco della vendita di Api/IP sul mercato globale.
Dopo le ultime mobilitazioni di marzo a Roma davanti ai palazzi del potere sul golden power, e di aprile durante il Falkatraz Festival, è tempo di denunciare il vero volto del nuovo padrone di casa: il petro-state dell’Azerbaijan come affidabile partner dei governi sovranisti come dell’UE, le nuove rotte del gas e del petrolio alternative alla Russia come allo stretto di Hormuz, l’Italia Hub del fossile europeo dal raddoppio del Tap fino al closing di Api/IP, la triangolazione del traffico di armi e carburanti tra Israele, gli azeri e noi, e molto altro ancora…
Emergono sempre più chiari e netti i rapporti di causa ed effetto tra guerra, economia fossile e crisi eco-climatica: mentre qua si produce disastro ambientale, là si alimenta la macchina bellica e genocida di Israele.
Pollution & Genocide: abbiamo denunciato come la Socar sia il maggior fornitore di petrolio per la macchina bellica di Israele, e noi siamo destinati a diventare un anello di questa catena di raffinazione e sfruttamento, petrolio, sangue, soldi, disastro ambientale di qua e genocidio di là…
C’è chi ha già scelto di parteggiare, a tutti chiediamo di non essere complici.
Oggi essere solidali con Gaza significa anche andare oltre il pur giusto sostegno alle iniziative umanitarie di là, significa fare qualcosa di molto pratico e concreto di qua, nei nostri territori, nel nostro quotidiano.
È tempo di ricomporre le mobilitazioni contro la crisi climatica, a difesa dei territori, e contro l’economia di guerra, a partire dai nodi più specifici e concreti, e dalle rivendicazioni più urgenti e materiali.
– Pollution & genocide: il ruolo della Socar, nuovo padrone di Api/Ip
– Raffineria di Falconara: carburante per genocidio e devastazione, di Linda Maggiori su L’Indipendente
– Sostieni #fermiamoildisastroambientale [Link 1] [Link 2]
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