Dal Presidio ai cancelli dell’API

Comunicato stampa

Falconara Marittima, 1 agosto 2020

Sabato 1 agosto, giornata di mobilitazione ai cancelli della raffineria Api di Falconara Marittima.
Gli attivisti hanno risposto alla chiamata della Campagna nazionale “Per il Clima, fuori dal Fossile” che vede oggi e domani scendere in piazza le realtà territoriali della dorsale adriatica che si battono contro le grandi e piccole opere e gli impianti energetici e industriali nocivi inquinanti climalteranti.
“Servono una programmazione urgente per la dismissione, riconversione industriale e bonifica del territorio” queste le rivendicazioni degli attivisti del Laboratorio Falkatraz Trivelle Zero Marche all’ingresso dell’impianto di raffinazione, “perchè l’unica via per uscire dalla stringente e indifferibile crisi climatica globale è un radicale cambiamento del sistema produttivo ed energetico”.
Al presidio hanno partecipato anche i ragazzi di Fridays For Future – Ancona “Sostenere che l’API produca nel rispetto dell’ambiente è semplicemente una bugia. Fregiarsi di una certificazione come la 14001 è solo greenwashing. Non esistono produzioni petrolifere sostenibili. L’unica scelta sostenibile è uscire dal fossile”.
Per la campagna nazionale, in questo periodo di crisi sanitaria e crisi economica, è necessario e urgente modificare il modello di sviluppo industriale che ci ha portato alla crisi climatica. “E’ urgente sospendere ogni finanziamento pubblico alle imprese che operano nelle fonti fossili e rilanciare di un piano di investimenti verso le bonifiche dei tanti siti inquinanti di interesse nazionale e per le energie rinnovabili.
Sono stati presentati nell’ultima settimana gli emendamenti sottoscritti da oltre 160 realtà ambientali nazionali, al Decreto Legge Semplificazioni che riduce i termini di partecipazione dal basso alle Valutazioni di Impatto Ambientale VIA a favore deelle grandi aziende inquinanti, favorendo anche bonifiche di facciata smantellando le priorità non ancora ottemperate dei Siti di Interesse Nazionale SIN e facilita le autorizzazioni per nuovi gasdotti”.
Per quanto riguarda il sito di Falconara Marittima, vecchi e nuovi progetti gravano su un’area pesantemente inquinata. Infatti il nuovo gasdotto SNAM di quasi 40 chilometri recentemente realizzato nel suo primo stralcio tra Falconara Jesi e Recanati, prelude ad una futuribile realizzazione del contestatissimo progetto di rigassificatore GNL da parte di API Nova Energia la cui autorizzazione è stata prorogata dai ministeri competenti nel 2015, per cui pende un giudizio al Tar di cui si hanno pochissime informazioni.
Sempre Falconara, è uno dei siti di interesse nazionale per le bonifiche.
Il SIN di Falconara, istituito nel 2002, co n Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel 2006 vennero assegnate risorse finanziarie pari a € 3.272.727,00, per la bonifica ma le risorse, nonstante l’accordo fi programma quadro tra ministero regione e comune stipulato nel 2010, sono bloccate. E nulla è stato praticamente fatto.
• note: PERIMETRAZIONE SIN: tra altri siti minori, prevede l’area marina prospiciente quella terrestre che si estende dalla Raffineria api all’ex Montedison per una superficie complessiva pari a circa 1200 ETTARI, api Raffineria di Ancona
S.p.A.; stabilimento ex Montedison; aree interne Aerdorica S.p.A.;ex Liquigas – località Castellaraccia; ex CASERMA SARACINI, area PUBBLICA di via Monti e Tognetti; area RFI antistante sito ex Montedison, campo sportivo parrocchia di S. Maria della Neve e S. Rocco;
CITIAMO DAL PRB PIANO REGIONALE PER LA BONIFICA AREE INQUINATE DEL 2010:“API Raffineria di Ancona S.p.A.”, L’area dello stabilimento, utilizzata fin dagli anni 40 per la raffinazione e il deposito di prodotti petroliferi è delimitata dal tratto terminale del fiume Esino, dal Mare Adriatico (ove insistono i terminal petroliferi), dalla S.S. 16 “Adriatica” in prossimità dell’abitato di Fiumesino e dal quartiere residenziale Villanova e occupa una superficie complessiva di circa 70 ettari
L’area dello stabilimento è caratterizzata da un inquinamento da idrocarburi legato alle attività di raffineria. Suolo, sottosuolo e falda acquifera risultano fortemente contaminati da idrocarburi leggeri e pesanti, MTBE( METILTBUTILETERE), metalli pesanti, IPA (IDROCARBURI AROMATICI POLICICLICI). Vaste aree della falda presentano prodotti in galleggiamento.

Laboratorio Falkatraz Trivelle Zero Marche Campagna Per il Clima Fuori dal Fossile

 

This entry was posted in Ambiente Giustizia climatica, Falkatraz in Movimento. Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *