FIGHT/RIGHT DIRITTI SENZA CONFINI VERSO IL 16 DICEMBRE

Martedì 12 dicembre, conferenza stampa della manifestazione Fight/right – Diritti Senza Confini, Roma 16 Dicembre alla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), Corso Vittorio Emanuele 349 Roma, I° piano.

Siamo i profughi che hanno marciato per la dignità a Cona e contro lo sfruttamento sociale e lavorativo nei centri d’accoglienza. Siamo i dannati del lavoro: i precari, le badanti, gli studenti stretti nella morsa di quell’alternanza scuola-lavoro sancita dalla legge “Buona scuola e Jobs act” che si stanno rivelando occasione di ulteriore sfruttamento. Siamo le vittime degli sgomberi passati, i fantasmi cacciati da piazza Indipendenza con gli idranti. Siamo le vittime degli sgomberi futuri sia nella Capitale d’Italia che nelle città. Siamo i rom delle baraccopoli a cui era stato promesso il superamento dei campi istituzionali monoetnici in giro per l’Italia, tuttavia continuiamo a vivere in quei ghetti e ci centellinano persino l’acqua da bere. Siamo gli invisibili dei pareri negativi delle commissioni per il diritto d’asilo, siamo i senza documenti, quelli che dormono sotto i tunnel a Ventimiglia e Gorizia e nei piazzali delle stazioni. Abbiamo percorso chilometri nel deserto, siamo stati detenuti e torturati nei campi libici, abbiamo attraversato il Mediterraneo. In Italia le nostre vite non sono cambiate di una virgola. Siamo i braccianti e le braccianti che sono parte dell’esercito della cosiddetta moderna schiavitù nella filiera agroalimentare, nonché i facchini nella filiera della logistica. Siamo i dannati della globalizzazione e delle politiche di austerità: quei precari e disoccupati che servono solo ad arricchire ulteriormente l’1% della popolazione già ricca! Siamo l’esercito dei migranti invisibili che chiedono una sanatoria e tutta via vengono impegnati in settori lavorativi: servizi di cura alle persone, ristorazione, ecc…

Siamo tante e tanti: le nostre marce confluiranno dalle periferie d’Italia e dalle campagne ed aree rurali verso la Capitale. Il 16 dicembre saremo a Roma (ore 14 piazza della Repubblica) per chiedere diritti senza confini. Riteniamo l’insieme degli attuali dispositivi legislativi italiani (dalla Bossi-Fini alla legge Lupi, fino alle recente Minniti-Orlando e legge sulla Sicurezza urbana) ed europei (Regolamento Dublino III) un tentativo di camuffamento della realtà, da parte di chi vuol far passare i migranti e i profughi come responsabili delle disuguaglianze sociali. Consideriamo inaccettabile che chi nasce e cresce sul territorio italiano faccia fatica a essere riconosciuto come cittadino. Siamo convinti che una parte significativa della filiera dei centri d’accoglienza neghi quotidianamente i nostri diritti, annientando la dignità non solo dei profughi ma anche degli operatori sociali. Un buco nero, fatto per creare persone invisibili e senza documenti. Crediamo che la regolarizzazione sia l’unica via per restituire dignità a queste persone.

A partire dal lavoro nei territori e dalle pratiche quotidiane, abbiamo condiviso la necessità di coniugare antirazzismo, antisessismo, lotta per la giustizia sociale e la libertà di circolazione e di residenza. È per questo che abbiamo deciso di organizzare una manifestazione nazionale a Roma il 16 dicembre per rivendicare la giustizia sociale e il diritto all’uguaglianza per tutte e tutti.

Chiederemo:

– La libertà di circolazione e di residenza nell’Unione Europea;

– Il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari ai profughi a cui non è

stata riconosciuta la protezione internazionale;

– La regolarizzazione generalizzata dei migranti presenti in Italia;

– Solidarietà, antirazzismo e giustizia sociale;

– L’abolizione delle leggi repressive (Bossi-Fini, Minniti-Orlando e Dublino III);

– La rottura del vincolo permesso di soggiorno/contratto di lavoro e residenza;

– Il diritto all’iscrizione anagrafica;

– La fine dei centri/lager e degli accordi bilaterali di deportazione/espulsione;

– La cancellazione dell’articolo 5 della legge Lupi e della legge sulla Sicurezza urbana;

– Un’accoglienza e un lavoro dignitosi per tutti e tutte;

– Spese per i servizi sociali fuori dal patto di stabilità;

– Il diritto al reddito minimo per tutte e tutti.

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I 12 esponenti del folto gruppo organizzatore hanno raccontato le proprie storie che si intrecciano nel corteo di sabato presso la sala azzurra in sede della FNSI, il cui presidente ha portato un saluto iniziale che carica il senso della giornata e delle rivendicazioni di diritti con l’ulteriore urgenza di affrontare il tema del diritto alla libera informazione.

Aboubakar Soumahoro del CISPM Italia (Coalizione Internazionale Sans-Papiers e Migranti) ha restituito nell’intervento iniziale il senso complessivo della giornata, che prova ad aprire uno spazio politico, nazionale ed europeo, di riconquista di diritti e giustizia sociale. La giornata di sabato nasce soprattutto dalla spinta dei tanti migranti che vivono nel nostro Paese di ottenere un riconoscimento in termini politici, giuridici e sociali. Una spinta che si intreccia con le problematiche di un diritto d’asilo sempre più subordinato alla gestione securitaria dei movimenti migratori, ma anche con le tante questioni sociali e politiche che attraversano una larga composizione, migrante e autoctona, schiacciata tra la continuità neoliberale e l’emergere dei populismi xenofobi, su scala europea.

Proprio per questa ragione la manifestazione di sabato prossimo punta ad una ripresa di parola e di conflitto maggioritario su temi come il diritto all’abitare, ad un reddito di esistenza, all’accoglienza, alle libertà individuali e collettive che rompano la prassi del diritto differenziale, ad una formazione pubblica e di qualità. 

Sabato a Roma saranno presenti i tanti migranti che lottano ogni giorno contro lo sfruttamento nel settore agricolo al Sud Italia, ma anche i protagonisti della “marcia della dignità” avvenuta nelle scorse settimane dal CAS di Cona, in Veneto.

Temi e storie che compongono una complessità di discorso e di pratiche che si colloca in una generalizzata richiesta di giustizia sociale per tutti e tutte.

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