UN CENTRO DI ACCOGLIENZA STRAORDINARIA ALLE SALINE?

In questi giorni abbiamo seguito e partecipato alle proteste contro il paventato hub regionale di accoglienza straordinaria di migranti e richiedenti asilo che la Prefettura vorrebbe realizzare alle Saline tra Camerata, Falconara e Ancona.
Abbiamo sottoscritto questa lettera aperta con le associazioni cittadine con le quali da anni pratichiamo forme di accoglienza e integrazione, che nonostante la complessità e criticità del fenomeno, consideriamo virtuose.
Condividiamo le preoccupazioni e la protesta dei residenti della zona deputata ad ospitare il futuribile centro di accoglienza straordinaria.
Certo a nessuno fa piacere avere una struttura detentiva, un similcarcere a cielo aperto sotto casa…
Se le Marche non hanno conosciuto in questi ultimi venti anni CPT CIE e quant’altro, se alla mercificazione e al business dei migranti salito agli onori della cronaca con MafiaCapitale e non solo, qui a casa nostra si è praticata invece l’accoglienza diffusa, questo è stato frutto delle lotte e delle mobilitazioni di tanti e tante…
ieri come oggi, come sempre, ci saremo…a presto

CENTRO ALLE SALINE: NON E’ QUELLO IL MODELLO GIUSTO DI ACCOGLIENZA.

CHIEDIAMO: Accoglienza diffusa, trasparenza e coinvolgimento delle comunità locali, integrazione e valorizzazione delle persone.

Una rete di cittadini attivi e di associazioni che operano nel territorio falconarese sui temi sociali e con le persone migranti intende chiarire la propria posizione sull’ipotesi di realizzazione di un centro di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo in zona Saline tra Camerata e Falconara.

Residenti e migranti rischiano di essere tutti vittima di politiche autoritarie per le quali il diritto alla libertà di movimento viene trasformato in una tragica emergenza e in una follia assistenzialistica.

L’accoglienza non può prevedere la concentrazione di centinaia di persone in spazi circoscritti e isolati.

Nè alle Saline, né altrove.

Il modello di accoglienza più efficace, che costituisce già una realtà per decine di richiedenti asilo sul nostro territorio è l’accoglienza diffusa: piccoli gruppi proporzionati alla dimensione urbana, in appartamenti, con attività di integrazione e mediazione linguistica e culturale.

Le persone accolte vanno valorizzate nelle loro competenze, favorendo e promuovendo la costruzione di una prospettiva di vita.

Le comunità locali sono parte integrante del processo di accoglienza, vanno informate e coinvolte. Le problematiche che sorgono non vanno minimizzate, al contrario devono essere capite e dove è possibile risolte. La cittadinanza attiva e il mondo associativo devono essere una parte fondamentale del processo di integrazione.

Questi elementi non solo qualificano l’accoglienza, ma sono anche i migliori interventi per la sicurezza e il controllo del territorio.

Chiediamo che l’accoglienza abbia le caratteristiche sopra descritte e che ogni passaggio decisionale sia condiviso con le comunità locali (enti Locali ed organizzazioni presenti nel territorio).

Rivendichiamo un imprescindibile ruolo di vigilanza civile e di tutela della dignità e dei diritti delle persone.

Falconara, 6.5.2016

Agesci comunità capi di Falconara,

Free Woman Onlus,

Gruppo Umana Solidarietà onlus,

Anolf-CISL Ancona,,

Falkatraz Onlus-per la costituzione di spazi pubblici,

Azione Cattolica Parrocchia San Giuseppe,

Ass. LaTenda d’Abramo,

Gruppo Unità di Strada per senza tetto di Falconara,

Parrocchia del Rosario-Falconara.

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