Tunisia-Lampedusa-FortezzaEuropa

Due volontari dell’Ambasciata dei Diritti Marche, due giovani falconaresi da anni impegnati e competenti in materia di immigrazione, tra i fautori, tra le tante iniziative, del corso di italiano per migranti che si tiene da ormai quattro anni a Villanova, Stefano Re e Pietro Fanesi, hanno partecipato al presidio Welcome promosso dalla Rete Melting Pot Europa e ancora presente a Lampedusa. Un punto permanente comunicativo e di assistenza legale che continua tuttora ad opera nell’Isola e che si ricrea nei punti critici di questo esodo, da Manduria a Ventimiglia.
Saranno presenti venerdì prossimo, 8 aprile, alle 21 al Centro Pergoli di Piazza Mazzini, per raccontare le speranze e gli eventi vissuti in presa diretta di questa umanità in fuga.
Ma oltre al dato narrativo, emozionale ed informativo si delineranno scenari di possibili forme di gestione del fenomeno, non attuate da chi di dovere. Ripensare le normative del diritto di asilo europeo, applicare le forme di protezione umanitaria temporanea, già previste nel nostro ordinamento, per far sì che la questione assuma un carattere europeo. In tal modo infatti non sarebbero possibili i respingimenti alla frontiera di Ventimiglia, già di per sè di dubbia legalità, ma anzi tutti i Paesi dell’Unione Europea dovrebbero farsi carico di concedere forme di accoglienza temporanea. Simili questioni, anche numericamente più consistenti, anche nel recente passato sono state affrontate  e risolte senza creare questo clima di paura e insicurezza che oggi la gestione di questo evento a creato a Lampedusa, in tutta Italia e oltre…
Sono inutili le tendopoli detentive simili a CIE improvvisati e, alla fine, anche inefficaci. Perchè questa emergenza allarmante e quasi indotta? E qual’è oggi la differenza, normativa e sostanziale, tra un profugo e un immigrato irregolare, considerando quanto sta avvenendo dall’altra parte del Mediterraneo?
L’intento della serata è infatti anche quello  di mettere in evidenza le origini della questione: cosa sta succedendo in Tunisia e in tutto il Maghreb?
Dall’altra parte del Mediterraneo nuove generazioni di giovani dalla Tunisia fino alla Siria, passando per la Libia e l’Egitto stanno abbattendo, al grido di democrazia e più degne condizioni di vita, regimi dittatoriali, da troppo tempo foraggiati dagli interessi globali. Nuovi scenari di guerra li costringono nei campi profughi o alla fuga.
Avremo presenti e ci collegheremo in diretta con giornalisti e volontari che sono andati a conoscere l’attuale situazione in Tunisia e nei campi profughi ai confini con la Libia. In settimana partirà infatti proprio dalle Marche la carovana “Uniti per la Libertà”, promossa da centri sociali e associazioni Ya Basta e Ambasciata dei Diritti, per portare medicinali al campo profughi di Ras Jadir e conoscere la società civile tunisina.
Questa la prima iniziativa di un ciclo di attività costruito intorno al Falkatraz Festival (promosso dal Centro Sociale Kontatto e dall’ANPI), che avrà il suo evento centrale il prossimo 25 aprile con una giornata di festa, cultura e musica al Parco Kennedy di Falconara.

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