report da Falkatraz: Dal governo della paura, verso la costituzione della libertà

Dal governo della paura, verso la costituzione della libertà

 

Hanno cercarto di annullarlo, di rallentare il suo cammino, di inceppare il suo arrivo, di sminuirlo con cloni improvvisati (geniale la trovata del "festival del mare", forse di cattivo gusto visto che si parla della Falconara cortile di casa dell'API…), di oscurarlo sulla stampa locale di regime, di depotenziarne la partecipazione, di deciderne gli orari di chiusura, di provocarci con le loro visite sgradite e con l'imposizione di limitazioni assurde, e di conseguenza non ottemperate, e alla fine hanno perso. Il Falkatraz anche questa estate, nonostante i suoi detrattori che siedono nelle misere poltrone del governo cittadino, è arrivato come una bufera, ha dispiegato i suoi sound system ben uditi in tutta la città fino a notte fonda (aspettiamo anche questa volta che qualcuno raccolga le firme contro di noi…), ha raccolto in assemblea le realtà cittadine, si è lasciato invadere dal colore e dall'energia di genti differenti, ha spaziato dal punk rock londinese alla tradizione musicale marchigiana dei Traballo, ha ospitato l'assemblea permanente NoCentraliApi e le associazioni di FalconaraInRete contro l'ideologia securitaria, ha richiamato oltre 3000 persone per la festa del sabato targata Sud Sound System; non è successo niente. O meglio è successo di tutto, ma nulla di quello che i provocatori di turno si aspettavano. Una risposta inequivocabile, per chi vuole ancora ascoltare e mettersi in discussione, che quando si mobilita la forza dell'organizzazione dal basso, allora non servono le ronde, le forze dell'ordine, il governo della paura; anzi iniziano a diventare tanto inutili quanto insopportabili. Quando la resistenza al governo della paura si organizza e dispiega è tempo di parlare il linguaggio della costituzione della libertà. Un discorso per nulla semplice o scontato, un processo lungo di cui scorgiamo forse solo l'inizio, un movimento che comunque non si spegne in qualche carta magna ma che si fonda nello scontro reale, un cammino che vede la libertà non come obiettivo finale ma come carattere distintivo del suo farsi. Il Falkatraz ha dimostrato, che contro ogni pronostico è possibile, come pirati, invertire la rotta. Se poi lo stesso qualcuno di prima intende intestardirsi con "le nuove misure in termini di sicurezza", sapremo organizzare una degna risposta. Se l'istituzionalizzazione delle ronde è l'autentico volto dell'organizzazione sociale che vorrebbero prospettarci, insieme alla crisi, al precariato, alla produzione di clandestinità, amministrazione differenziale ed esclusione, allora questo sarà il punto di equilibrio dei movimenti a venire, e il punto di rottura con la virtualità delle cose presenti.

Falkatraz fine luglio 2009

 

Alcuni interventi dell'assemblea di giovedì 23 (reading iniziali1,presentazione2,su patrasso3,controllo dell'immigrazione e pacchetto sicurezza4,i rom a Falconara5,non aver paura!+reading finali6)

slide fotografici (vita in comune al cormorano1,venerdì rock2,live Sud Sound System3,culture locali4)

Live Sud Sound System sul canale del csa Ko Youtube (1,2)

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