WELCOME TO FALKATRAZ…Baby-clandestini in fuga tra le ville

Falconara, in 14 scaricati da un Tir in superstrada. Accorrono sindaco e assessori Baby-clandestini in fuga tra le ville

trasferimento di prigionieri dall’Afghanistan a bordo di un aereo militare Usa, novembre 2002

Bambini afghani in fuga dalla guerra globale (si anche quella in Afghanistan che continua col voto bipartisan e il nostro sostegno militare da oltre 5 anni…) braccati dal Sindaco sceriffo e da uno spiegamento inaudito di forze dell’ordine (se non bastavano gli elicotteri si poteva far decollare qualche caccia dall’aereoporto militare vicino al Sanzio…) tra le ville dei ricchi falconaresi, che nemmeno dopo aver abbandonato la loro martoriata città riescono a trovare un pò di tranquillità e sicurezza:

le contraddizioni sociali arrivano fino alle loro amene colline, come le esalazioni dell’Api del resto, anche se da lassù sembra un pò più lontana, come le spacconate della locale destra in carriera, sempre più arrogante, sempre più fuori luogo…

Chissà se questi "profughi" avranno la possibilità di richiedere diritto di asilo, visto che provengono da uno dei paesi più poveri e martoriati dalla guerra al terrorismo della superiore civiltà occidentale, o se, dopo la "caccia all’uomo" e le prime misure assistenziali, una volta spentisi i riflettori, finiranno in qualche gabbia, in attesa dell’espulsione, per riprendere il viaggio e la pratica migrante del diritto di fuga…

Chissà cosa resta a quegli onesti cittadini proprietari di ville, dopo l’esperienza diretta e non mediata da qualche massmedia, con la realtà della guerra e della fuga, incarnata nel viso di un pugno di bambini provati da un viaggio bestiale che ti implorano un poco d’acqua…

 

dal Corriere Adriatico del 28-7-2008

Falconara, in 14 scaricati da un Tir in superstrada. Accorrono sindaco e assessori

Baby-clandestini in fuga tra le ville

FALCONARA – Dall’ultima periferia del mondo all’asfalto bollente della superstrada, cacciati a colpi di spranga dal camionista di un Tir che ha usato le maniere forti per scaricarli durante una sosta nella prima area di servizio che s’incontra andando verso Jesi, sulla statale 76. Un gruppo di giovanissimi profughi afgani, probabilmente 14 in tutto, per lo più minorenni, sono scappati tra auto e camion in transito pochi chilometri dopo aver varcato da clandestini la frontiera portuale di Ancona. Dalla superstrada si sono sparpagliati per i campi di girasole della collina sovrastante, cercando di nascondersi tra le ville con vista panoramica di via del Tesoro a Falconara. Osservata dalla finestra o dal balcone di casa, alle tre del pomeriggio, la scena è stata un pugno allo stomaco per diverse famiglie residenti nelle eleganti dimore affacciate sul declivio che scende verso la superstrada. "Abbiamo notato due grossi Tir fermi nella stazione di servizio Api – raccontavano ieri alcuni testimoni -. A un certo punto uno dei camionisti è sceso impugnando un bastone per allontanare dei ragazzi nascosti dentro il cassone. Non finivano più di uscire, correvano lungo la supersatrada rischiando di essere travolti. Poi hanno scavalcato il guardrail correndo per i campi". L’allarme ha fatto accorrere pattuglie di carabinieri, ambulanze della Croce Gialla e anche dei vigili urbani di Falconara. A dare man forte alla polizia municipale, sotto il sole cocente, è arrivata mezza giunta comunale falconarese, con il sindaco Brandoni e gli assessori alla Sicurezza Petri e ai Servizi sociasli Baldassarri. "Siamo qui per dare la nostra vicinanza ai cittadini e organizzare l’assistenza dei servizi sociali ai profughi, visto che tra loro ci sono anche minorenni", diceva il sindaco Brandoni, avvisato mentre andava al mare e accorso sul suo scooter in bermuda, in tempo utile per salire su una vettura dei vigili urbani e assistere in diretta alla "cattura" di un profugo a opera del capitano Michele Grifa e dell’agente Saura Binci. Altri stranieri sono stati visti scavalcare la recinzione della villa di Umberto Bilancioni, titolare della Sacma, impresa di abbigliamento di qualità.

Ma dopo i primi risultati della "caccia all’uomo", quando dai campi di girasole e dagli anfratti di via Saline sono apparse le facce impaurite di profughi poco più che bambini, lo stato d’animo è virato decisamente dallo spavento alla compassione. I primi cinque immigrati irregolari fermati, mentre sopra volteggiava un elicottero dei carabinieri continuando le ricerche, avevano dai dieci ai 21 anni, e quattro erano minorenni. "Avevano facce spaventate, potevano essere miei nipotini", s’intenerisce anche un ex campione di pugilato come Miro Riga, reduce pochi giorni fa da un furto in casa. "Dapprima quando li abbiamo visti scappare dalla superstrada, abbiamo pensato alla nostra sicurezza, poi vedendoli in faccia abbiamo compreso tutti che la situazione di questi ragazzi è penosa. Chiedevano acqua, facevano venire la pelle d’oca, li abbiamo rifocillati noi con bibite e vivande". Il Comune di Falconara ha preparato per la prima accoglienza dei minialloggi dei servizi sociali in via Roma. "I minori verranno affidati all’amministrazione comunale", ricordava ieri il sindaco.

La ricerca dei profughi è continuata fino al tramonto, mentre giù nella stazione di servizio i carabinieri interrogavano l’autista straniero del Tir, arrivato in porto su un traghetto dalla Grecia, da cui sono fuggiti i clandestini. Ha giurato che non ne sapeva niente, che ha sentito dei rumori nel carico e li ha scoperti. Fino a sera è stato trattenuto nella tenenza di Falconara per accertamenti.

 Dal Messaggero del 28-7

Falconara, il sindaco insegue i clandestini
 
 In 15 si calano da un Tir in superstrada, i residenti li dissetano: Brandoni li blocca


CLANDESTINI si calano da un ponte dalla superstrada, a Falconara, e scappano. I residenti li dissetano ma interviene un’insolita task-force, con il sindaco Brandoni schierato in prima persona, per fermarli. E’ successo ieri pomeriggio tra le 16 e le 17. Un camion che viaggiava sulla strada statale 76 si è improvvisamente fermato all’altezza di via del Tesoro, ed immediatamente sono scesi una quindicina di extracomunitari irregolari che, calandosi dal cavalcavia, hanno tentato la fuga nascondendosi nei campi sottostanti. Ad accorgersi di quello che stava accadendo sono stati i residenti della zona nei pressi del negozio di calzature “Passo Passo”, i quali hanno avvertito le forze dell’ordine. Qualcuno ha anche dissetato i fuggitivi che si erano fermati per soccorrere uno di loro ferito ad una mano.
Più determinato il sindaco Brandoni che, avvertito dai vigili dell’avvistamento, in t-shirt e bermuda neri, è salito su una volante e si è messo a “caccia” degli stranieri. Tutti insieme hanno fermato un adulto che tentava di scappare insieme ad altri quattro ragazzi probabilmente minorenni. Alle successive ricerche hanno partecipato anche l’assessore alla sicurezza Loriano Petri ed il vicesindaco Gilberto Baldassarri, che poi si sono prodigati per tranquillizzare gli abitanti della zona un po’ scossi da quell’insolita caccia all’uomo.
L’autista di origine greca che era alla guida del camion è stato già fermato dai Carabinieri insieme a cinque clandestini di origine afgana. I clandestini già fermati saranno interrogati per cercare di rintracciare gli altri componenti del gruppo. Brandoni, impegnato in tutta l’operazione, si è limitato a un: «Ho voluto dare un contributo in prima persona alla sicurezza cittadina».

Dal Messaggero del 29-7

Falconara. La caccia all’immigrato diretta dal primo cittadino. Parlano i residenti che hanno dissetato gli afghani
 Riga: «I clandestini li ho soccorsi io»
 
 «Un compagno li bastonava, che pena». Brandoni, sindaco-sceriffo in silenzio
La metà degli stranieri sfuggita alla cattura
Probabilmente vaga senza meta nella zona

FALCONARA E’ stato Miro Riga ad aiutare e dar da bere ai clandestini scesi dal tir, proprio mentre imperversava la caccia all’uomo guidata dal sindaco Brandoni. «Mi hanno fatto pena, poveracci» dice l’imprenditore, che non commenta l’operato del primo cittadino oggi trincerato dietro un “no comment” sul suo insolito comportamento. «Avevamo da poco terminato di pranzare, all’improvviso abbiamo sentito delle grida provenire dalla superstrada e preoccupati abbiamo avvertito i Carabinieri» racconta Riga che, dalla finestra della sua abitazione, ha visto di persona quello che accadeva in via Marconi.
«Ho notato tre tir affiancati sulla statale 76, – ricorda – subito dopo ho visto degli individui sui tettini dei camion, che in preda al panico cercavano di scendere». Riga spiega di aver notato uno di questi extracomunitari brandire un bastone, intimando agli altri del gruppo di scendere dall’autoarticolato. Una quindicina (ma forse di più secondo l’imprenditore) avrebbero provato a fuggire correndo a piedi lungo la superstrada in direzione Jesi, ma poi, probabilmente spaventati dalle auto che viaggiavano ad alta velocità, hanno deciso di lanciarsi dal cavalcavia per tentare di nascondersi nei campi di girasole sottostanti.
«Alcuni di loro sono scappati ed ora chissà dove sono nascosti, – continua Riga – alcuni invece si sono fermati per soccorrere un ragazzino che, nell’atterrare dall’altezza di circa 3 metri, si era ferito ad una mano. Noi, insieme alla famiglia Concettoni, li abbiamo fatti accomodare all’ombra e li abbiamo dissetati aspettando i soccorsi del 118. Ci hanno fatto pena».
A detta di Riga gli stranieri erano tranquilli. «Al momento del nostro arrivo – racconta – erano molto disorientati, ma non sono stati aggressivi, comunque Carabinieri e Polizia Municipale sono intervenuti immediatamente pattugliando accuratamente la zona». Gli extracomunitari di origine afgana, che per la maggior parte sembra siano minorenni, avevano con sé zaini e beni di prima necessità. Il sindaco Brandoni, che ha partecipato in prima persona alla “caccia” agli immigrati, ora non vuole commentare il suo ruolo di “sindaco sceriffo”.
 Intanto sono saliti a 7 i clandestini fermati, sui 15 scesi dal Tir. I carabinieri li ha affidati proprio a Goffredo Brandoni, il quale provvederà all’assistenza sociale dei minori. In libertà, invece, l’autista del tir, che ha dimostrato di non essere stato a conoscenza dell’insolito “carico” umano.

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