18°25APRILE2025 FALKATRAZ FESTIVAL al Parco Kennedy

Il 25 Aprile 2025 ritorna al Parco Kennedy di Falconara (AN) dalle 14.30 alle 21 il FALKATRAZFESTIVAL, edizione n 18, RADUNO IMPERDIBILE DI INIZIO PRIMAVERA DI CULTURA POPOLARE ANTIFA, UN EVENTO POLIVALENTE E INTERGENERAZIONALE, COME SEMPRE UN’ESPLOSIONE DI CONTROCULTURA, ARTE DI STRADA, MUSICA ALTERNATIVA, IMPEGNO SOCIALE, AGGREGAZIONE DAL BASSO, NEL CUORE VERDE DEL PRINCIPALE PARCO CITTADINO…NELLA FESTA DELLA LIBERAZIONE CI RIPRENDIAMO LA CITTA’

Il Festival del 25 aprile è un evento indipendente e completamente autogestito, nato dall’incontro nel 2008 tra i giovani resistenti di oggi e i vecchi partigiani della Provincia di Ancona, e continua a crescere e rinnovarsi edizione dopo edizione.

Per la Diciottesima vogliamo tornare alle radici dei primi anni dando spazio, voce ed espressione al territorio e chi lo vive, a partire dalle nuove generazioni resistenti che entrano come parte attiva nella crew dell’evento.

In questi anni dove progressivamente la guerra è tornata l’orizzonte presente del nostro quotidiano, a compimento della costante erosione e svuotamento dei fatti e dello spirito di 80 anni fa, le pratiche e i valori della resistenza partigiana ci insegnano come anche nella più buia delle crisi la situazione può essere sovvertita in imprevedibili opportunità

#25aprile25falkatrazfestival18 e come sempre #fermiamoildisastroambientale

– CAUSA MALTEMPO L'EVENTO VERRA' CONFERMATO NEGLI AMPI LOCALI INTERNI ED ESTERNI DELLA ZONA GALLERIA VICINI AL PARCO KENNEDY, DANDO ADEGUATA COMUNICAZIONE NELLA GIORNATA PRECEDENTE

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MERCOLEDI' 2 APRILE PRESIDIO E CONFERENZA STAMPA

“Qualche giorno fa mi è capitato di passare da Falconara di notte per raggiungere un ospedale del nord, perché noi oltre a doverci ammalare siamo costretti spesso a curarci fuori Taranto. Evitando l’autostrada sono passato di fianco alla vostra raffineria e mi è sembrato di rivivere le notti vissute in Ilva, quando il cielo diventava brillantinato e faceva quasi paura, con quella puzza di uovo marcio che ci accompagnava fino alla mattina a casa, fissato addosso, fino a farci temere di abbracciare mogli e figli. Da operaio che ha fatto scelte ben precise posso solo dirvi di non cedere al ricatto occupazionale che usa il lavoratore come scudo umano a difesa di un lavoro che uccide. Chi propone accordi al ribasso ha come unico interesse il potere. L’esperienza della vicenda giudiziaria che coinvolge l’acciaieria di Taranto ci costringe a dirvi di prepararvi ad affrontare le lungaggini dei processi, dalle istanze di riesame alle sentenze non eseguite o ribaltate, a dirvi di tenere alta la guardia su tutte le dinamiche divisive che la politica e i sindacati metteranno in atto per indebolire la compattezza della classe operaia e la stabilità dell’opinione pubblica. Preparatevi a resistere alla narrazione fasulla della vostra vertenza, alla menzogna che alla lunga può provocare un senso di fallimento che vogliono quasi irreversibile. Mantenere la lucidità di pensiero e restare uniti nella lotta sono le sole opzioni vincenti contro ogni strapotere”

Facendo tesoro di queste parole nette, chiare, semplici, dirette, pronunciate da Raffaele Cataldi del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti di Taranto alla grande manifestazione del gennaio 2024 a Falconara di #fermiamoildisastroambientale invitiamo tutte e tutti ad essere il 2 aprile ad Ancona in piazza Roma per un presidio pubblico con conferenza stampa.

Non lasceremo nulla di intentato. Colpo su colpo risponderemo. A ormai sette anni daquel maledetto aprile del 2018, quando fummo costretti a respirare quanto uscito dal Tk61 (uno dei serbatoi più grandi d’Europa), le migliaia di pagine di dati, intercettazioni, relazioni, perizie, dell'indagine Oro Nero, attivata sull'onda delle centinaia di esposti e segnalazioni, diventeranno di dominio pubblico.

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Da Taranto a Falconara con Raffaele Cataldi

“testimonianze di una città che non si rassegnava al veleno, che credeva, nonostante l’evidenza, nel proprio diritto ad una vita “normale”; e dei suoi alleati: saperi tecnici, scientifici, socio-umanistici, artistici e dell’informazione, che si sono mobilitati per misurare, denunciare, raccontare la storia giusta.”
Dopo la grande AssembleaGenerale del gennaio scorso e in attesa della prima udienza del processo per disastro ambientale ed altri reati del 2 aprile prossimo, Sabato 22 marzo avremo ospite a Falkatraz, nella galleria di via Bixio sede dei comitati di #fermiamoildisastroambientale insieme alla Campagna perilclimafuoridalfossile, un grande amico e compagno di viaggio, Raffaele Cataldi, operaio dell’exIlva di Taranto e voce storica del comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti.

Si parlerà di Malesangue appena uscito per la collana "Working class" di Alegre edizioni, ben introdotto dalle voci di Virginia Rondinelli e Stefania Barca… Continua a leggere

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In Assemblea Generale sabato 8 febbraio

Dopo la chiusura della fase preliminare e il rinvio a giudizio dello scorso luglio del processo per Disastro Ambientale a carico della Raffineria Api ed altri imputati, questo mercoledì finalmente ripartono le udienze.
Ma oltre ed insieme al versante giudiziario abbiamo attraversato lungo tutto il 2024 una fase di mobilitazione straordinaria, fatta di manifestazioni, presidi, assemblee popolari, controinformazione, alimentata dalla partecipazione di tante e tanti.
E questo gigantesco lavoro collettivo ha prodotto risultati tangibili: quel sistema di potere pubblico/privato fatto di omissioni, deroghe, proroghe e quant’altro, che per anni ha consentito di continuare il business as usual della raffinazione oltre ogni compatibilità ambientale e sanitaria, è stato scoperchiato, inceppato, attaccato nella sua consuetudinaria ineluttabilità di fatto.
Le esalazioni odorigene inquinanti, il fenomeno più percepibile del disastro ambientale in atto, nell’arco dell’ultimo anno sembrano diminuite, rispetto al picco dei 112 giorni coperti dalle 24 comunicazioni ufficiali Comune/Azienda, costretti dalle segnalazioni di massa del 2023.
Sono stati accesi ingenti investimenti per l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili nello stoccaggio e movimentazione degli idrocarburi, nel trattamento delle acque reflue e dei rifiuti, per abbattere le emissioni fuggitive e non. Non per bontà del petrolchimico e per lo zelo degli enti di controllo, ma per la pressione generalizzata che siamo riusciti a creare e ad imporre al centro dell’attenzione, e che dobbiamo continuare ad alimentare in questo nuovo contesto.

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