Ricette elettorali per la questione sicurezza: Falconara/G8, dalla caserma di Bolzaneto a candidato alle elezioni
Apprendiamo dalla stampa locale che Ernesto Cimino, ufficiale della polizia penitenziaria, candidato in corsa alle elezioni amministrative di Falconara, è uno dei i 44 agenti delle forze dell'ordine per cui i pm del processo Bolzaneto hanno richiesto ben 76 anni di carcere
Falconara/Per il candidato chiesta una condanna a tre anni
G8, il caso Cimino scuote il centrodestra
FALCONARA - Il caso Cimino irrompe nella campagna elettorale falconarese. Il colonnello della Polizia Penitenziaria, candidato al Consiglio comunale nella lista Puntoeacapo, è l’unico imputato marchigiano nel processo per le violenze e i soprusi nella caserma della Polizia di Bolzaneto durante il G8 del 2001 a Genova. A conclusione della requisitoria i Pm hanno chiesto per Ernesto Cimino la condanna a tre anni e sei mesi e la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Ma di fronte alle pesanti accuse (abuso d'ufficio e di abuso di autorità contro i detenuti) Cimino si dice sereno. «I fatti che mi sono addebitati non sono veri - spiega Cimino -. A Genova ero il responsabile delle traduzioni e non della custodia all'interno della caserma di Bolzaneto e nessuno dei 255 fermati mi ha denunciato quale autore di abusi e violenze. I capi d’imputazione sono stati formulati muovendo da ciò che sarebbe avvenuto nella caserma ma senza individuare gli effettivi responsabili. Cosa inoltre che mi sorprende è che nel 2003, l’imputazione è stata stracciata dal Pm a settembre, perché non sussistevamo elementi sufficienti, per poi essere ripescata a dicembre. Sono tranquillo e rinunciato alla prescrizione perché voglio andare fino in fondo nel processo».
il messaggero Giovedì 13 Marzo 2008
Non siamo soliti giudicare le persone dalle proprie pendenze giudiziarie, né ci piace il giustizialismo semplicistico imperante, ma ci chiediamo se costui, qualora non avesse direttamente commesso atti, ascrivibili alla tortura, verso persone al momento detenute e indifese, non si senta complice; se non senta almeno il peso non solo di quanto ha fatto, ma di quanto avrebbe potuto e dovuto fare o impedire. Negli anni, altri appartenenti alle forze dell'ordine ed alla catena repressiva di quei giorni hanno trovato la forza di parlare e di interrompere il muro di gomma dell'omertà. Ma il coraggio non è la virtù di tutti, tantomeno a Falconara.
Le dichiarazioni di “serenità” di Cimino non cambiano granchè le cose: un conto è la responsabilità giudiziaria personale di fronte a reati specifici, ben altro la responsabilità morale e politica. Ci sembra di rileggere “la banalità del male”: non basta credersi innocente se si veste una divisa dentro quella che altri suoi colleghi (l'allora Vicequestore del Reparto mobile di Roma Michelangelo Fournier) hanno definito una “macelleria messicana”, per lavarsi la coscienza e candidarsi alle elezioni...dal punto di vista giurisprudenziale invece dubitiamo che qualsiasi richiesta da parte dell'imputato di rifiuto dei termini di prescrizione possa avere alcun valore effettivo durante il processo in corso, ma semmai solo se presentata a prescrizione avvenuta.
....
Ma proprio perchè non è nostra abitudine criminalizzare chicchessia, chiediamo, innanzitutto alla lista civica di appartenenza di Cimino, di riconsiderare la sua candidatura e di non presentarla. Chiediamo a tutti gli altri candidati della competizione elettorale cittadina una chiara e inequivocabile presa di posizione.
Come tra l'altro, ci sembra necessario rivolgere il più sentito appello a tutte quelle forze democratiche presenti nella società civile di Falconara e non solo, sia a quanti erano a Genova allora come a chi non c'era, o solo a quanti semplicemente hanno a cuore la difesa dei valori e della qualità della democrazia, di esprimersi su una simile vicenda e di isolare elementi così impresentabili che rievocano e strumentalizzano una delle pagine più buie e cariche di odio del nostro recente passato.
Siamo pronti e costituiremo i necessari spazi pubblici di discussione, anche attraverso l'esperienza di quel pool di avvocati che dal Genova Legal Forum del 2001 in poi hanno seguito le vicende giudiziarie del G8, per ristabilire la verità su quei fatti e controbattere, punto per punto, a queste e alle future dichiarazioni rilasciate in merito.
Se la campagna elettorale semina odio, “la memoria è un ingranaggio collettivo”

